domenica 25 dicembre 2011

Le vere arti marziali secondo Tim Cartmell maestro di kung Fu e Jiu-Jitsu Brasiliano


Molti dopo essere rimasti delusi dalle arti marziali orientali, ed essere approdati a sport da combattimento o al Bjj, rimangono molto critici verso i loro trascorsi e, sopraffatti da sentimenti negativi, non vogliono più sentire parlare di autodifesa, marzialità, disciplina etc.

Sentiamo cosa ne pensa Tim Cartmell di questi argomenti, lui che ha soggiornato a lungo in Cina e ha studiato il kung Fu. Molti luoghi comuni sulle arti marziali tradizionali, così come li conosciamo noi in Italia, svaniscono come nebbia al sole leggendo le parole di chi ha conosciuto il vero Kung Fu e non la versione d'esportazione made in USA.

Tim Cartmell inizia a praticare kung fu San Soo a 11 anni. Nel 1984 a 23 anni si trasferisce a Taiwan, dove rimane 10 anni e dove studia diversi stili interni di kung Fu. Al suo rientro negli Usa, nel 1994, incomincia lo studio del Brazilian Jiu-Jitsu prima con Joe Moreira e poi con Cleber Luciano. Oggi si allena nella sua Academia Shen Wu nel sud della California e alla ACE jiu-jitsu. Tim è un campione di Asian Full-Contact fighting, si è piazzato al primo posto nell'edizione del 2003 IBJJF Pan Championship come cintura marrone (Senior 2), e nel 2004 IBJJF Pan Championship come cintura nera (Senior 2), è arrivato sette volte primo alla Copa Pacifica Jiu Jitsu Tournament. Oggi Tim è maestro ottavo grado di San Soo, esperto di T'ai Chi, Xing Yi e Ba Gua, e nera  secondo grado di BJJ. E' anche un noto autore e traduttore di libri di arti marziali.



Diamo ora la parola a Tim: "Contrariamente a quanto credono molti stranieri, l'allenamento in Cina, di solito è fatto in un clima informale, ci sono pochi inchini, non c'è servilismo o l'abitudine di chiamare il maestro "Shifu" o con altre denominazioni. Questo sembra essere soprattutto un fenomeno americano.


Ero alla ricerca di pratiche capacità marziali. In sostanza, ero alla ricerca di metodi che non fossero basati unicamente sulla forza bruta, velocità e dimensioni corporee, ero alla ricerca di arti in cui la morbidezza potesse davvero vincere la durezza.

Penso che il punto importante è che nessuna singola arte marziale è sufficiente per preparare il professionista per l'intera gamma di situazioni che possono potenzialmente verificarsi in un vero combattimento. Gli individui naturalmente gravitano verso quelle arti che meglio si adattano alle loro fisicità e personalità, ma è vitale essere ferrati sui vari aspetti del combattimento per avere risposte costruttive a qualsiasi situazione che possa verificarsi.


Quasi senza eccezione, tutti i maestri del passato (quelli che erano famosi combattenti) si erano formati in diversi sistemi. Cross training era, ed è, l'unico modo per prepararsi davvero per la lotta reale. Ricordatevi che tutti gli stili di arti marziali sono stati fondati da uomini che avevano fatto cross-training, e poi avevano battezzato la loro sintesi, come un nuovo stile. Anche se il romantico che è in noi ama credere ai miti antichi, la verità è che nessuno ha mai imparato uno stile in un sogno, dalla lettura del Libro dei Mutamenti o guardando serpenti, uccelli e insetti.

Personalmente, credo che per la stragrande maggioranza delle persone, sebbene sia vitale essere in grado di tirare pugni e calci, una base nelle arti che si basano sul wrestling - grappling sia molto importante per avere un'abilità marziale.
 
Credo che sia importante rispettare i praticanti di tutti i tipi di arti marziali, indipendentemente dallo stile. Restare umile con una mente aperta è l'unico modo per il miglioramento continuo. Si può imparare qualcosa da quasi tutti. Spesso dico ai miei studenti, "se funziona per voi, è buono".

Dopo sei mesi circa di allenamento Taiwan, il mio insegnante di Xing Yi Quan m’iscrisse a un torneo a pieno contatto. Penso che la più importante lezione che ho imparato da queste lotte fosse che non è mai troppo il tempo dedicato a praticare le basi. Devi essere un combattente eclettico ma sapere mille tecniche, che si sanno fare bene quando non c'è la pressione reale, non è così prezioso come padroneggiare alcune tecniche che si possono effettivamente utilizzare in un combattimento reale. E', tuttavia, fondamentale essere familiari con tutte le aree del combattimento. Per essere in grado di mantenere la calma, il rilassamento mentale e fisico sotto pressione, devi essere abile nel colpire, nel wrestling e nel grappling. Fare sparring con avversari esperti e non cooperativo, è un "must" se si spera di poter utilizzare la vostra arte in un vero combattimento. Infine, la mentalità e l'atteggiamento spesso saranno l'ultimo aspetto a determinare la vostra vittoria o sconfitta.


La recente proliferazione dei tornei di San Shou a contatto pieno è, credo un importante sviluppo per la conservazione della vera arte marziale. Wu Shu moderno è uno sport eccellente ed è bello da guardare, ma il nome è sbagliato; arti senza combattere non possono per definizione essere considerate marziali."

Chi si è allenato con lui dice che il suo stile è un mix di solidi principi di jiu-jitsu e un abile gioco di contrattacchi. Ha un’incredibile base e forza di spinta che tutti attribuiscono alla sua formazione Bagua. Usa la pressione soprattutto per ottenere la reazione dell'avversario e raggiungere l'obiettivo che sta cercando. Tende anche a lavorare con quello che l'avversario gli da e subito e rapidamente ottiene il vantaggio. Vede gli errori prima che l'avversario si renda conto di averli commessi. Non sembra avere uno stile particolare, sono solo principi del BJJ e movimento. Tim dice di aver affinato i suoi movimenti praticando diversi Solo Drill ed esercizi di movimento. Tim consiglia di non aspettare la cintura marrone per iniziare a praticare i footlocks, e kneebars. Tim ha anche buone conoscenze di Sambo ed è convinto che siano importanti soprattutto per le competizioni senza Gi. Le leglocks sono fenomenali se usate abilmente per cogliere di sorpresa gli avversari fuori dalla loro "comfort zone".



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