“@dave_la_riva è arrivato in palestra quasi sette anni fa, con gli occhi pieni di entusiasmo, una cintura blu, tanta ambizione e un enorme potenziale. Sapevo che, qualunque fosse stato il ruolo che avrei potuto avere nella sua vita, avrei voluto esserci.
È stato uno dei primi ragazzi con cui ho parlato quando ho iniziato questa palestra, e ho cercato di dargli tutta la libertà e le responsabilità che potevo affidargli come coach. Facciamo un salto al 2026: oggi è uno dei miei primi allievi ad aver conquistato la cintura nera.
Purtroppo per noi, dalla prossima settimana Dave lascerà ufficialmente molte delle sue responsabilità a South Bay. Non posso dire esattamente di cosa si tratti, ma sta per intraprendere un nuovo percorso, portando nel mondo tutte le competenze che ha sviluppato come coach e mettendole alla prova.
E di strada ne ha fatta davvero tanta…
Non desidero altro che il meglio per le persone a cui tengo, e Dave è una di queste. Quindi, per quanto odi i cambiamenti e mi dispiaccia perderlo, sono sinceramente felice che abbia trovato una strada che sente essere quella giusta per lui.”
Questa, invece, è la risposta di Dave:
“Grazie a @pbarch10p e a tutti gli studenti di 10th Planet South Bay per avermi dato l’opportunità di essere un punto di riferimento e un leader nella comunità che abbiamo costruito qui.
È arrivato per me il momento di andare avanti e dedicarmi ad altri progetti. Per il prossimo futuro passerò a un ruolo part-time presso South Bay.
Le parole di un post sui social non possono descrivere adeguatamente cosa abbia significato per me far parte di questa squadra. Essere il vostro coach è stata la parte più importante della mia identità negli ultimi tre anni. Grazie per esservi fidati di me e per avermi permesso di aiutarvi nel vostro percorso.
Una persona insegna, ma in due si impara.
PJ, grazie per avermi dato la possibilità di crescere e per avermi fatto conoscere i livelli più alti di questo sport. È stato un apprendistato di inestimabile valore.
“Si ripaga male un maestro se si rimane per sempre soltanto un allievo.””
Nelle parole di Barch si legge il dispiacere per aver perso un allievo, ma anche la consapevolezza che il suo genuino sentimento di amicizia si accompagna al desiderio di augurargli il meglio nella strada che ha deciso di intraprendere.
Questo è, a mio avviso, il più fulgido esempio di cosa significhi essere un vero maestro: una vera eccezione in una comunità che troppo spesso vive il distacco degli allievi dai propri maestri come una forma di tradimento e di ingratitudine, quasi che l’allievo fosse una proprietà del maestro.
Separazioni che, non di rado, vengono accompagnate da drammi, avvelenati da attacchi personali, denigrazioni, diffamazioni, svalutazioni e dileggio.
La cosa peggiore, però, non è soltanto il comportamento inqualificabile di questi “maestri”, ma anche l’omertà dell’intera comunità, che troppo spesso volta lo sguardo altrove o, peggio ancora, plaude al maestro in questione.
Barch è l’esempio del maestro che ogni allievo dovrebbe avere.
E a voi, allievi, dico questo: se il vostro maestro si è comportato male con gli allievi che hanno deciso di lasciarlo, non giustificatelo. Non restate nel suo team per opportunismo, convenienza o paura.
Cambiate accademia il prima possibile, per il vostro bene.
Perché, se scegliete di restare in silenzio e di sostenere, anche indirettamente, comportamenti tossici e ingiusti, finirete per diventarne complici.









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