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mercoledĂŹ 20 maggio 2026

Analisi del Caso Parolin-Florena


La finale No-Gi del Campionato Italiano UIJJ 2026 a Jesolo tra Parolin e Florena si Ăš conclusa con un epilogo drammatico che ha riacceso un dibattito mai sopito nel mondo del Jiu-Jitsu e del grappling: fino a che punto ci si puĂČ spingere per la vittoria?L'infortunio subĂŹto da Mattia Florena durante uno scambio di leve alle gambe con Matteo Parolin ha generato forti polemiche sui social, spingendo entrambi gli atleti a pubblicare la propria versione dei fatti. Le loro dichiarazioni offrono uno spaccato perfetto delle due facce della medaglia degli sport da combattimento ad alto livello.

sabato 2 maggio 2026

Le meccaniche di finalizzazione non sono universali: la lezione di Greg Souders


Nel Brazilian Jiu-Jitsu esistono dettagli tecnici che vengono ripetuti quasi come leggi assolute. Frasi come “devi coprire la spalla per finalizzare” vengono insegnate da coach di tutto il mondo come principi imprescindibili. Eppure, secondo Greg Souders, il problema delle cosiddette "finishing mechanics" Ăš proprio questo: non sono universalmente applicabili.

L’errore piĂč comune nasce quando un dettaglio tecnico efficace in alcuni contesti viene trasformato in una regola valida per tutti. Souders invita invece a guardare la finalizzazione in modo piĂč dinamico, realistico e individuale.

Prendiamo il classico concetto del “coprire la spalla” durante uno strangolamento. In molti sistemi viene spiegato che, per ottenere una finalizzazione efficace, sia necessario coprire la spalla dell’avversario contro la gamba. È un dettaglio reale e spesso utile, ma non sempre indispensabile.

Souders porta un esempio personale: essendo una persona con gambe lunghe, puĂČ trovarsi in situazioni in cui l’avversario ha la spalla completamente piegata e, nonostante ciĂČ, lui riesce comunque a ottenere lo strangolamento senza coprire realmente quella spalla. Questo perchĂ© il vero principio non Ăš il gesto meccanico in sĂ©, ma la capacitĂ  di creare compressione efficace.

Qui emerge un punto fondamentale: la tecnica non puĂČ essere separata dalla struttura fisica degli atleti coinvolti.

Secondo Souders, molte differenze tecniche derivano semplicemente dalle caratteristiche corporee. Lunghezza degli arti, mobilitĂ , dimensioni del collo, larghezza delle spalle: ogni variabile modifica il modo in cui una tecnica funziona.

Nel suo percorso, racconta di aver compreso meglio questi concetti grazie a Ryan Hall, che lo aiutĂČ a capire come trovare compressione sulla spalla indipendentemente dall’orientamento del braccio dell’avversario. Dal momento che i due hanno una struttura fisica simile, quei dettagli risultavano particolarmente efficaci per lui. Ma cosa succede quando cambia il corpo dell’avversario?

Souders propone il caso di una persona con un collo molto sottile. Un atleta potrebbe applicare perfettamente il dettaglio del “coprire la spalla”, stringere con tutta la forza possibile e comunque non ottenere alcun strangolamento efficace. In quel caso il problema non Ăš l’impegno, ma il fatto che il dettaglio tecnico utilizzato non sta creando la pressione necessaria.

Il messaggio centrale Ăš chiaro: un dettaglio tecnico puĂČ essere corretto senza essere universale.

Esplorare dettagli, studiarli e integrarli nel proprio gioco Ăš fondamentale. Tuttavia, bisogna evitare di trasformare ogni soluzione in una veritĂ  assoluta. Alcuni atleti hanno arti piĂč corti, altri meno capacitĂ  di pressione, altri ancora caratteristiche anatomiche che rendono inefficaci certe configurazioni considerate “standard”.

Per questo motivo, secondo Souders, Ăš necessario sviluppare sensibilitĂ  verso ciĂČ che sta realmente producendo il risultato. Non bisogna limitarsi a replicare meccanicamente ciĂČ che “storicamente” Ăš stato insegnato per risolvere un problema.

La vera comprensione tecnica nasce dal capire:

* quale principio sta generando la finalizzazione;

* perché un dettaglio funziona;

* in quali situazioni funziona;

* e soprattutto quando non funziona.

Uno degli aspetti piĂč interessanti del ragionamento di Souders Ăš l’invito a non anticipare problemi che ancora non esistono. Molti praticanti cercano di applicare dettagli tecnici “perchĂ© si fa cosĂŹ”, senza chiedersi se quella situazione richieda davvero quella soluzione.

In altre parole, non bisogna risolvere problemi che non si stanno ancora presentando.

L’obiettivo dovrebbe essere osservare la reazione dell’avversario, capire quale ostacolo impedisce la finalizzazione e solo allora scegliere il dettaglio piĂč adatto. Questo approccio richiede maggiore consapevolezza, ma permette di sviluppare un grappling molto piĂč adattabile ed efficace.

La riflessione di Greg Souders mette in discussione uno dei rischi piĂč diffusi nell’insegnamento tecnico: confondere i principi con le formule rigide.

Le tecniche funzionano dentro un sistema complesso fatto di leve, anatomia, timing e sensibilitĂ . Per questo motivo, ciĂČ che Ăš determinante per un atleta potrebbe essere secondario per un altro.

La crescita tecnica non passa soltanto dall’accumulare dettagli, ma dalla capacitĂ  di capire quando applicarli, modificarli o persino abbandonarli.

Ed Ăš forse proprio questa la differenza tra eseguire una tecnica e comprenderla davvero.



venerdĂŹ 1 maggio 2026

Jozef Chen vs. Mateusz SzczeciƄski: la scienza della "postura di mezzo"

 


Affrontare la guardia di Mateusz SzczeciƄski ù come cercare di disinnescare una bomba: un passo falso e ti ritrovi intrappolato in un'entrata sulle gambe letale. Eppure, all'ADCC, il giovane prodigio Jozef Chen ha mostrato al mondo una masterclass su come neutralizzare questo pericolo.