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martedì 7 febbraio 2023

Andrea Baggio intervista Federico Tisi

 

Nel terzo episodio del vlog 'Milanimal', dedicato all'Europeo, Andrea Baggio intervista Federico Tisi. Nella prima domanda che rivolge a Federico Tisi, Andrea Baggio dice: "Il Jiu-Jitsu lo possono fare tutti, non come nelle accademie 'old school' dove entri e sputi sangue, ma ci sono anche i costi elevati per partecipare ad eventi come l'Europeo".

Tisi risponde che c'è una grande disparità tra i campionati nazionali e regionali e quelli internazionali. Un Europeo IBJJF è un evento per professionisti o ex-professionisti che si vogliono ancora mettere alla prova nei master. Baggio lo interrompe, dicendo che nel futuro ci sarà una scissione tra accademie per amatori e accademie per professionisti.

Tisi sottolinea il problema della disparità di livello espressa da atleti che hanno cinture diverse e che si allenano con una diversa mentalità o tra atleti che hanno la stessa cintura ma provengono da diversi percorsi e suggerisce per il futuro competizioni separate tra amatori e professionisti.

Tisi sostiene poi che il circuito delle gare IBJJF (non specifica se gi o nogi) serve agli atleti per farsi conoscere come trampolino di lancio per entrare nei circuiti a pagamento NOGI e fa l'esempio di Meregali.

Baggio ammette il successo dei circuiti nogi e l'emergere di personaggi come Gordon Ryan ma per lui il jiu jitsu è quello col kimono. Chiede a Tisi se ritiene che il Jiu Jitsu col kimono abbia una formazione filosofica che non ha niente a che vedere con la tecnica e che vive una separazione col grappling.

Anche per Tisi, si deve iniziare col kimono e poi si può praticare separatamente senza. Secondo Tisi, il kimono è uno strumento che ti insegna a privilegiare la tecnica.

Baggio afferma che il kimono ha una funzione educativa, poiché devi prenderti cura della tua uniforme, di come ti poni di fronte all'altro. Tisi fa eco a questo pensiero, sostenendo che:"il kimono richiami le filosofie alla base di tutte le arti marziali orientali e rende il jiu jitsu accessibile anche per la persona non più giovanissima e per quella che non ha un buon rapporto con il proprio corpo. Quest'ultima, infatti, si sente più a suo agio indossando un'uniforme che presentandosi vestita come un circense esponendo un fisico di cui non va particolarmente orgogliosa."

Agiunge poi di aver assistito a una gara di grappling organizzata dal 'Ten Planet' a New York e di non aver trovato un ambiente in cui si respira l'atmosfera di una scuola di arti marziali, dove c'è un certo tipo di postura. "Lì - dice - si respira l'atmosfera che si respira ad esempio allo skate park, dove tutti vogliono fare il trick."

Baggio chiude con un messaggio rivolto ai giovani dicendo loro: "Vedete questi campioni qua, riferendosi a quelli che stavano gareggiando all'Europeo, ai super campioni, ai Fabricio Andrey che fa questa cosa con la gamba, il kimono griffato, tutte queste cacate. Sono solo il 2/3% dei praticanti che arrivano a questi livelli."

Gli fa eco Tisi, dicendo: "Finché i media propongono come unica immagine del BJJ il jiu jitsu sportivo, si crea un divario tra la comunità di chi lo pratica in palestra che non trova un riferimento nei campioni che, nei loro confronti, sono come degli alieni."  

"Ai miei allievi", dice Tisi, "io gliela pongo così: 'Guardate chi fa le gare come persone che si allenano tantissimo e che hanno un obiettivo diverso dal vostro. La competizione oggi è una esperienza della propria emotività. Tu ti metti alla prova per vedere come la tua tecnica rende in un contesto di forte stress psico-fisico. Questa esperienza così intensa ripetuta nel tempo dovrebbe darti la capacità di fare quello che fai in palestra, ma in un contesto più stressante e questa abilità di controllo emotivo poi ti serve nella vita".

         

lunedì 26 giugno 2017

Un filosofo in gabbia




Intervista di cinque anni fa (06/07/2012) a Mattia Machelli andata persa per errore:

mercoledì 6 aprile 2016

Eduardo 'Jamelão' Conceição - videointervista e quaderno tecnico


Come promesso ho montato la videointervista con il maestro Eduardo 'Jamelão' Conceição. Al termine dell'intervista un quaderno tecnico.

domenica 27 dicembre 2015

Renzo Gracie reflections



Very intense and emotional interview.

venerdì 1 maggio 2015

Intervista a Renan Fadda nipote di Oswaldo Fadda

Renan Fadda e il maestro Bruno Bastos
"La storia può essere raccontato da molti punti di vista. Col tempo nuovi fatti emergono e nuove versioni della medesima storia vengono a contestare le versioni ufficiali consolidate. Fadda è stato un fulgido esempio di maestro al servizio della causa del jiu jitsu ruolo che svolse con onore, un lavoro umile ma degno di lode, a lui va riconosciuto che svolse il suo compito senza cercare riconoscimenti  e senza vanità. Al tempo e alla storia il compito di fare giustizia.

Mentre è possibile identificare gli elementi tecnici e simbolici coerenti con l'inizio della pratica del Jiu-Jitsu in Brasile, diverse icone della storia del BJJ sono citate per nome, ma rimangono al di fuori del contesto generale. Il fenomeno di amnesia collettiva si spiega in parte: la storia è sempre raccontata dal punto di vista dei vincitori".

Queste le parole di Thiago Merlo scritte in un articolo apparso sul suo sito e intitolato La storia persa del Brazilian Jiu-Jitsu.

Oswaldo Fadda con alcuni dei suoi allievi
A partire dalla ricerca effettuata sul Mestre Fadda ho iniziato, su queste pagine, un modesto percorso volto  a dare corpo e voce a quelle figure del BJJ che lontano dai riflettori, e con il loro lavoro quotidiano, hanno contribuito a far crescere il jiu jitsu in Brasile ma che oggi sono dimenticati.

Per aggiungere un altro tassello a questa ricerca, e per cercare di impedire che la memoria vada persa, ho il piacere di ospitare un'intervista esclusiva per l'Italia con il nipote di Oswaldo Fadda, Renan Fadda che ha recentemente ricevuto dalle mani di Bruno Bastos la cintura nera.

Renan Fadda congratulazioni per la cintura, ti vuoi presentare ai lettori di Maxbjj?

R - Sono Renan Fadda, nipote del Maestro Oswaldo Fadda, e ora, istruttore di Jiu-Jitsu.

Tuo nonno Oswaldo Fadda fu allievo di Luiz Franca Filho che a sua volta fu allievo di Maeda. Non si sa nulla di questo maestro ne ci sono sue foto reperibili in rete. Ci sai dire qualcosa del maestro di tuo nonno e a cosa si deve il fatto che nella storia del jiu jitsu brasiliano di lui si sa così poco?

R- Il Maestro Luiz Franca era un uomo molto semplice, quindi non ha avuto notorietà. Ha insegnato tutto quello che sapeva a mio nonno e poi si allontanò dai combattimenti e se ne andò a vivere una vita tranquilla nelle zone rurali del Brasile.

Per anni si è identificato il jiu jitsu con il Gracie Jiu Jitsu e si considerano Carlos ed Helio  i fondatori di questo stile. Oggi sappiamo che il jiu jitsu in Brasile ha avuto altri maestri che hanno appreso da Maeda e da altri maestri Giapponesi. Cosa pensi di questo?

R- Penso che molte persone hanno perso l'opportunità di incontrare altri stili, altre competenze e altre forme di vivere Jiu-Jitsu.

Gli allievi di Fadda sconfissero quelli di Helio Gracie in due occasioni, ma questo non ha cambiato le sorti della storia del Jiu Jitsu e il mito dell'invincibilità dei Gracie vive ancora oggi mentre il contributo di Fadda al jiu jitsu tende ad essere sottovalutato. Cosa rendeva unico il jiu jitsu di Fadda e in cosa si differenziava da quello dei Gracie?

R- La grande differenza tra Fadda e Gracie è l'obiettivo. I Gracie sono campioni nei campionati del mondo, i Fadda sono campioni nel cambiare la vita delle persone con il Jiu-Jitsu. Entrambe le opere sono importanti. Attenzione però che  nel mondo si da più importanza ai trofei conquistati nei tornei e non alla maggiore qualità della  vita che le persone disabili hanno acquisito attraverso lo sport.

Rickson Gracie dice che suo padre ha inventato l'80%  del Jiu Jitsu che abbiamo oggi. Che i principi della leva,  la sensibilità e l'utilizzo dell'energia dell'avversario contro se stesso sono alla base del Jiu Jitsu, ma questi principi non sono mai stato applicati nel modo in cui suo padre li ha sviluppati. I Gracie, e in particolare Helio, hanno inventato il Jiu jitsu o si attribuiscono meriti che non hanno? 

R- Ogni combattente mette nel Jiu-Jitsu la sua personalità. Helio Gracie ha messo la sua personalità nel suo modo di lottare e nei suoi insegnamenti e ha anche avuto molta visibilità, il loro modo di combattere è diventato anche popolare. Il mio Jiu-Jitsu ha alla base la tecnica e la tranquillità.

Oggi oltre a te ci sono altri discendenti della famiglia Fadda che continuano la tradizione di famiglia?

R- Solo io e mio cugino Marcos Fadda.

Il cognome Fadda è chiaramente di origine Italiana e più precisamente dell'Isola sarda. hai mai visitato il paese di origine di tuo nonno, e delle tue origini, geografiche e culturali, cosa ti porti dietro?

R- La mia famiglia è di origine italiana, la Sardegna, uno dei luoghi più belli della terra. Non ho avuto la possibilità di visitare l' Italia, ma è nei miei piani per il prossimo futuro partecipare ad alcuni tornei e fare seminari per diffondere gli insegnamenti di mio nonno.

Oggi si parla molto di Jiu-Jitsu life style: per te cos'è vivere seguendo uno stile di vita basato sul jiu jitsu?

R- Non dico che il Jiu-Jitsu possa dare alle persone un nuovo stile di vita, ma un modo migliore di vivere all'interno della società in cui si vive.

Secondo te quali devono essere i requisiti per essere considerati dei maestri?

R- Oltre a conoscere come insegnare le tecniche, perché non tutti hanno la capacità di insegnare, imparare a relazionarsi con le persone, individuare le difficoltà psicologiche, fisiche e/o emotivi degli studenti e aiutarli a superarle attraverso il jiu-jitsu. Questo è quello che mio nonno dice nel suo libro, "Jiu-Jitsu e la caduta dei complessi".

Quali sono per te i  principi del jiu jitsu che ognuno non  dovrebbe mai scordarsi di applicare nella lotta e nella vita?

R -""Vincere facilmente è difficile, così come vincere senza gloria"", questa frase è di mio nonno ed io ci credo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

R- Riaprire la palestra a Bento Ribeiro, un sobborgo di Rio de Janeiro, dove mio nonno ha insegnato Jiu-Jitsu per oltre 30 anni, pubblicare il libro che ha scritto: "Il Jiu-jitsu e la caduta dei complessi" e dare seminari in tutto il mondo diffondendo gli insegnamenti di mio nonno.

Grazie Renan per averci rilasciato questa intervista, e nell'augurarti di realizzare i tuoi progetti futuri ti saluto marzialmente. OSS

R- La ringrazio per avermi dato l'opportunità di dare questa intervista. Spero  un giorno di poterci incontrare di persona.

lunedì 4 agosto 2014

Intervista a Itallo Vilardo



Maxbjj ha il grande onore e il piacere di ospitare sulle sue pagine virtuali Itallo Vilardo esperto nella preparazione atletica specializzata negli sport di combattimento. 

venerdì 13 giugno 2014

Intervista con Yvone Duarte - Yvone Duarte Inteview

Yvone Magalhães Duarte 5th degree Brazilia jiu-Jitsu black belt

Maxbjj ha l'onore di ospitare sulle sue pagine un'esclusiva intervista con la cintura nera femminile più graduata della storia del jiu-jitsu. Si chiama Yvone Duarte e attualmente risiede nel nostro paese, a Roma, dove si è trasferita col  marito.

lunedì 26 maggio 2014

Intervista a Ivan Tomasetti - seconda parte


 Maxbjj - Oggi i metodi più usati nelle accademie più blasonate sono o  quelli che puntano molto sulla ripetizione con l'ausilio di drill ad hoc (tipo Atos: Galvao e Mendes) o quelli che prevedono di testare le tecniche apprese in una successiva fase di sparring condizionato perché sostengono che la lotta è soggetta a molte variabili e l'uso di drills potrebbe ingenerare false risposte nel momento della gara (Marcelo Garcia, Kit Dale). Tu che hai testato diverse metodiche di allenamento, quali ritieni sia la migliore (sempre che esista) per assimilare le tecniche nella maniera più rapida e funzionale.

domenica 25 maggio 2014

Intervista a Ivan Tomasetti - prima parte

Ivan Tomasetti vincitore al Superfight submissions only in Olanda
    Sono veramente onorato di ospitare sulle pagine del blog un'atleta Italiano che sta avendo tanti successi sportivi a livello Internazionale nel Grappling, Brazilian Jiu-Jitsu e Sambo ma che è anche riconosciuto per essere  una persona modesta e disponibile, oltre che ottimo docente. 

    giovedì 30 gennaio 2014

    Video intervista con Luca Anacoreta


    Una chiachierata via skype con Luca Anacoreta subito dopo il suo rientro da Lisbona dove è stato l'unico Europeo a salire sul podio nella categoria medi cinture nere.

    martedì 28 gennaio 2014

    Intervista a Simone "Grigno" Franceschini


    Simone Franceschini appena rientrato da Lisbona è stato così gentile da rilasciarmi quest' intervista a caldo dopo il suo podio. Innanzi tutto grazie per aver accettato la mia intervista e complimenti di nuovo per il risultato.

    venerdì 1 marzo 2013

    Amaury Bitetti Interview



    Amauri Bitetti è un "casca grossa". E' stato uno dei più forti lottatori degli anni novanta e vanto della Carlson Gracie academy. Amaury  ha iniziato a praticare alla tenera età di 5 anni ed è stato diplomato cintura nera da Carlson a soli 17 anni.

    sabato 21 aprile 2012

    Intervista a Luca Anacoreta


    Primo ai trial di Lisbona

    Ciao Luca, sei appena rientrato da Abu Dhabi quindi colgo l'occasione per rivolgerti alcune domande a caldo su questa esperienza. Partiamo dalla preparazione: quanto tempo hai dedicato per essere pronto a questo evento e che tipo di routine hai usato sia nella parte atletica sia in quella tecnica?

    Ciao Max, la preparazione per Abu Dhabi non è stata tra le migliori, purtroppo ho avuto pochissimo tempo, per prepararmi come dovevo, anche perché contemporaneamente, c'è stato il campionato italiano di grappling No Gi, che mi ha un po’ ostacolato, togliendomi del tempo per gli allenamenti col kimono. Comunque di norma, mi alleno almeno due volte il giorno e seguo una dieta corretta insieme ad un po’ di running per mantenere il peso e cardio.

    martedì 28 febbraio 2012

    Intervista a Erik Tornaboni


    Erik Tornaboni è un lottatore a 360°, il suo interesse non si limita al Bjj ma spazia dal Judo al Sambo al Grappling. Ho avuto il piacere di conoscere Erik tre anni fa. Nella sua accademia di La Spezia mi sono allenato per 2 anni sempre in un ambiente rilassato e serio, dove oltre a lottare si sono consolidate belle amicizie.

    mercoledì 20 luglio 2011

    Intervista per caso a Grigno



    Il primo commento su FB al mio post "Le regole del Bjj stanno rovinando il vero jiu-jitsu?" è stato un laconico NO di Simone Franceschini. Ne è seguito uno scambio di vedute in cui Grigno, astro nascente del bjj italiano, spiega la sua visione del bjj sportivo.