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Brazilian Jiu-Jitsu e Grappling

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martedì 20 ottobre 2026

Il Brazilan Jiu-Jitsu rende le forze dell'ordine più sicure


Il dibattito sulla riforma delle forze dell'ordine e sull'uso della forza negli Stati Uniti ha trovato una risposta concreta nel Brazilian Jiu-Jitsu. I dati emersi da diversi dipartimenti di polizia statunitensi tracciano un quadro inequivocabile sui benefici dell'addestramento continuo nelle tecniche di controllo a terra.

domenica 18 ottobre 2026

Maghi, banchieri e lottatori. Una recensione con qualche precisazione storica



"Maghi, banchieri e lottatori", di Mario Puccioni, è un libro di 149 pagine che ripercorre la storia del BJJ dalle origini fino ai giorni nostri. Un’opera pregevole e ben scritta, che riporta le più recenti acquisizioni storiografiche sull’argomento, attingendo soprattutto a fonti e autori di lingua portoghese, ben conosciuti da chi si interessa alla storia del Brazilian Jiu-Jitsu.

venerdì 2 ottobre 2026

Un maestro non possiede i suoi allievi

 


Queste sono le parole di PJ Barch dopo che il suo allievo e prima cintura nera, Dave La Riva, ha deciso di intraprendere una strada indipendente e di lasciare la sua accademia:

giovedì 13 agosto 2026

Lo Sport nell’era delle scelte infinite




Oggi sempre più giovani si avvicinano allo sport con lo stesso atteggiamento con cui scelgono cosa guardare su una piattaforma di streaming: se la prima lezione non convince, si passa oltre, in cerca di qualcosa di più interessante. Il risultato? Un continuo vagare tra discipline senza mai fermarsi abbastanza a lungo per comprenderle davvero.

giovedì 6 agosto 2026

Il Jiu-Jitsu è finto



Per il filosofo Thi Nguyen giocare significa accettare volontariamente ostacoli non necessari per rendere possibile l'attività di lottare per superarli.

domenica 19 luglio 2026

La zuffa tra Carley e Helio e la battaglia legale con Rorion



La famiglia Gracie non è stata immune da conflitti interni. Tra i meno noti ma più emblematici c'è la zuffa tra Carley Gracie, l’undicesimo figlio del fondatore Carlos Gracie, soprannominato “Il Leone della famiglia Gracie”, e suo zio Helio Gracie.

giovedì 16 luglio 2026

L'approccio ecologico-dinamico nel Brazilian Jiu Jitsu: perché oggi non ha più senso scegliere da che parte stare



Ringrazio Giuseppe Giardullo, autore di uno studio sull'approccio ecologico dinamico nel Brazilan Jiu-Jitsu, per aver accettato di scrivere un post sull'argomento:

domenica 7 giugno 2026

Tre cose per te che devi fare, più di ogni altra cosa.


Tre cose per te che devi fare, più di ogni altra cosa.

1. Volume

Allenati almeno un'ora. Durante la sessione, concentrati sull'allenamento.

2. Frequenza

Allenati un'ora al giorno per almeno quattro giorni a settimana.

3. Intenzionalità

Sii il più intenzionale possibile. Ogni volta che inizi un esercizio, fallo con chiarezza: devi sapere esattamente cosa stai cercando di fare.

sabato 23 maggio 2026

Il caso Melqui Galvão


 "Come donna e atleta, oggi parlo non solo per me stessa, ma per ogni ragazza che vede nello sport un percorso di disciplina e sicurezza. La paura che mi ha tenuta in silenzio per anni è finita. So che non posso cancellare ciò che ho vissuto, ma posso usare la mia voce per fare in modo che il tatami sia davvero un luogo di rispetto.

mercoledì 20 maggio 2026

Analisi del Caso Parolin-Florena


La finale No-Gi del Campionato Italiano UIJJ 2026 a Jesolo tra Parolin e Florena si è conclusa con un epilogo drammatico che ha riacceso un dibattito mai sopito nel mondo del Jiu-Jitsu e del grappling: fino a che punto ci si può spingere per la vittoria?L'infortunio subìto da Mattia Florena durante uno scambio di leve alle gambe con Matteo Parolin ha generato forti polemiche sui social, spingendo entrambi gli atleti a pubblicare la propria versione dei fatti. Le loro dichiarazioni offrono uno spaccato perfetto delle due facce della medaglia degli sport da combattimento ad alto livello.

sabato 2 maggio 2026

Le meccaniche di finalizzazione non sono universali: la lezione di Greg Souders


Nel Brazilian Jiu-Jitsu esistono dettagli tecnici che vengono ripetuti quasi come leggi assolute. Frasi come “devi coprire la spalla per finalizzare” vengono insegnate da coach di tutto il mondo come principi imprescindibili. Eppure, secondo Greg Souders, il problema delle cosiddette "finishing mechanics" è proprio questo: non sono universalmente applicabili.

L’errore più comune nasce quando un dettaglio tecnico efficace in alcuni contesti viene trasformato in una regola valida per tutti. Souders invita invece a guardare la finalizzazione in modo più dinamico, realistico e individuale.

Prendiamo il classico concetto del “coprire la spalla” durante uno strangolamento. In molti sistemi viene spiegato che, per ottenere una finalizzazione efficace, sia necessario coprire la spalla dell’avversario contro la gamba. È un dettaglio reale e spesso utile, ma non sempre indispensabile.

Souders porta un esempio personale: essendo una persona con gambe lunghe, può trovarsi in situazioni in cui l’avversario ha la spalla completamente piegata e, nonostante ciò, lui riesce comunque a ottenere lo strangolamento senza coprire realmente quella spalla. Questo perché il vero principio non è il gesto meccanico in sé, ma la capacità di creare compressione efficace.

Qui emerge un punto fondamentale: la tecnica non può essere separata dalla struttura fisica degli atleti coinvolti.

Secondo Souders, molte differenze tecniche derivano semplicemente dalle caratteristiche corporee. Lunghezza degli arti, mobilità, dimensioni del collo, larghezza delle spalle: ogni variabile modifica il modo in cui una tecnica funziona.

Nel suo percorso, racconta di aver compreso meglio questi concetti grazie a Ryan Hall, che lo aiutò a capire come trovare compressione sulla spalla indipendentemente dall’orientamento del braccio dell’avversario. Dal momento che i due hanno una struttura fisica simile, quei dettagli risultavano particolarmente efficaci per lui. Ma cosa succede quando cambia il corpo dell’avversario?

Souders propone il caso di una persona con un collo molto sottile. Un atleta potrebbe applicare perfettamente il dettaglio del “coprire la spalla”, stringere con tutta la forza possibile e comunque non ottenere alcun strangolamento efficace. In quel caso il problema non è l’impegno, ma il fatto che il dettaglio tecnico utilizzato non sta creando la pressione necessaria.

Il messaggio centrale è chiaro: un dettaglio tecnico può essere corretto senza essere universale.

Esplorare dettagli, studiarli e integrarli nel proprio gioco è fondamentale. Tuttavia, bisogna evitare di trasformare ogni soluzione in una verità assoluta. Alcuni atleti hanno arti più corti, altri meno capacità di pressione, altri ancora caratteristiche anatomiche che rendono inefficaci certe configurazioni considerate “standard”.

Per questo motivo, secondo Souders, è necessario sviluppare sensibilità verso ciò che sta realmente producendo il risultato. Non bisogna limitarsi a replicare meccanicamente ciò che “storicamente” è stato insegnato per risolvere un problema.

La vera comprensione tecnica nasce dal capire:

* quale principio sta generando la finalizzazione;

* perché un dettaglio funziona;

* in quali situazioni funziona;

* e soprattutto quando non funziona.

Uno degli aspetti più interessanti del ragionamento di Souders è l’invito a non anticipare problemi che ancora non esistono. Molti praticanti cercano di applicare dettagli tecnici “perché si fa così”, senza chiedersi se quella situazione richieda davvero quella soluzione.

In altre parole, non bisogna risolvere problemi che non si stanno ancora presentando.

L’obiettivo dovrebbe essere osservare la reazione dell’avversario, capire quale ostacolo impedisce la finalizzazione e solo allora scegliere il dettaglio più adatto. Questo approccio richiede maggiore consapevolezza, ma permette di sviluppare un grappling molto più adattabile ed efficace.

La riflessione di Greg Souders mette in discussione uno dei rischi più diffusi nell’insegnamento tecnico: confondere i principi con le formule rigide.

Le tecniche funzionano dentro un sistema complesso fatto di leve, anatomia, timing e sensibilità. Per questo motivo, ciò che è determinante per un atleta potrebbe essere secondario per un altro.

La crescita tecnica non passa soltanto dall’accumulare dettagli, ma dalla capacità di capire quando applicarli, modificarli o persino abbandonarli.

Ed è forse proprio questa la differenza tra eseguire una tecnica e comprenderla davvero.



venerdì 1 maggio 2026

Jozef Chen vs. Mateusz Szczeciński: la scienza della "postura di mezzo"

 


Affrontare la guardia di Mateusz Szczeciński è come cercare di disinnescare una bomba: un passo falso e ti ritrovi intrappolato in un'entrata sulle gambe letale. Eppure, all'ADCC, il giovane prodigio Jozef Chen ha mostrato al mondo una masterclass su come neutralizzare questo pericolo.

domenica 19 aprile 2026

BJJ e Violenza Inutile. Il ruolo dei maestri nella prevenzione


Nel mondo del grappling, esiste una linea sottile tra l'agonismo e l'intento di causare danni permanenti. Recentemente, un video virale ha mostrato un atleta sollevare l'avversario e proiettarlo intenzionalmente sulla testa (una manovra nota come spiking).

sabato 4 aprile 2026

Scegli gli amici giusti se vuoi durare sul tatami



Immagina questo. Sei una cintura bianca. Allenamento finito. Sei stanco, frustrato, magari hai appena “tappato” cinque, sei, dieci volte. Accanto a te c’è un amico. Vive con te ogni allenamento, ogni roll.

giovedì 2 aprile 2026

Tecnica basica o da showman? Un falso dilemma

Quando si vede un campione eseguire qualcosa di “acrobatico” o apparentemente da showman, spesso si fa un errore di lettura: quel movimento non è nato per essere spettacolare.