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mercoledì 27 dicembre 2017

Clint Eastwood porta il Brazilian Jiu-Jitsu a Hollywood


Clint Eastwood grande cineasta, autore di memorabili film, ci regala un film che non rientrerà tra i suoi capolavori ma che forse avrà il merito di far conoscere il Brazilian Jiu-Jitsu al grande pubblico.

martedì 28 febbraio 2017

Per imparare le migliori tecniche ci vogliono alcuni minuti, ma una vita per perfezionarle

Il procuratore distrettuale Chuck Rhoades  interpretato da Paul Giamatti alle prese col Jiu Jitsu

John Danaher compare come attore in una scena della seconda stagione della serie TV "Billios" e sulla sua pagina FB spiega perché ha scelto il Juji jime - lo strangolamento incrociato ai baveri dalla monta - per rappresentare il Jiu Jitsu.

mercoledì 20 luglio 2016

"The foundation" the Jiu Jitsu web-series by Metamoris

















Metamoris media is gonna producing a Jiu Jitsu based web-series. They releases four days ago the first pilot of "The foundation".

martedì 6 ottobre 2015

I gentlemen preferiscono l'omoplata


Il film «Kingsman - Secret Service» è una commedia che rilegge in chiave umoristica gli spy movie. Il film regale diverse scene di combattimento ben coreografate frutto del lavoro di Guillermo Grispo.

lunedì 16 febbraio 2015

I duellanti

I duellanti di Joseph Conrad trasposizione cinematografica di Ridley Scott

«Un duello, lo si consideri una cerimonia in culto dell'onore o addirittura lo si riduca nella sua essenza morale a una forma di gioco virile, richiede una fermezza d'intenti assoluta, un'omicida austerità d'animo» (cap I).

giovedì 6 febbraio 2014

Guy Ritchie col Gi


Guy Ritchie, che come potete vedere da questa recente foto scattata alla Gracie Academy di Londra, è anche lui caduto vittima della moda di farsi crescera la barba, e tra i suoi errori c'è quello di aver diretto l'ex moglie madonna nel remake del film "Travolti da un'insolito destino",nella sua vita ha anche fatto cose di cui non dovrà pentirsi, come aver diretto alcuni film di genere abbastanza apprezzabili e sopratutto aver deciso, un bel giorno, di iniziare a praticare del sano Jiu-Jitsu. Questi sono due celebri monologhi tratti dai film Revolver e RocknRolla.


"C'è una cosa dentro di te, che non conosci, e di cui negherai l'esistenza. Finche non sarà troppo tardi per farci qualcosa, è l'unico motivo per cui ti alzi al mattino, l'unico motivo per cui sopporti un capo stupido, il sangue, il sudore e le lacrime, questo perché vuoi che le persone sappiano quanto sei bravo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza, siamo tossicomani dichiarati, vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l'orologio d'oro, l' hipp-ip-ourrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo, brillanti e diamanti impazziti: siamo solo scimmie avvolte in bei vestiti, che implorano l'approvazione degli altri".  Revolver 2005 (Guy Ritchie)

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"Vedi quel pacchetto di Virginia le bionde avvelenate sul piano? I fatti essenziali della vita sono racchiusi in quella quattro pareti. Tutto quello che devi sapere della vita è conservato all'interno di quelle quattro mura. Noterai che una delle tue personalità è sedotta dall'illusione dello splendore, un pacchetto dorato king size, con un'insegna reale. Un implicazione che sottointende fama e ricchezza, un sottile suggerimento che il tabacco è il tuo nobile e leale amico. E questa, Pete, E' una bugia. L'altra personalità vuole portare alla tua attenzione all'altro lato della questione. Scritto in un noioso nero su bianco c'è l'asserzione che questi "soldatini della morte" stanno cercando davvero di ucciderti.
E questa, Pete, E' la verità".    RocknRolla 2008 (Guy Ritchie)

venerdì 21 giugno 2013

Recensione - Tropa de Elite 2




“Il Sistema stava cambiando. Si stava evolvendo. Prima, i politici usavano il Sistema per fare soldi. Adesso, dipendevano dal Sistema… per essere eletti.”

Tropa de Elite 2 è, per certi versi, migliore del primo film, la sceneggiatura lascia meno spazio alle sparatorie e al ritmo serrato e da modo al regista di approfondire le diverse vicende che si vanno ad intrecciare in una trama più complessa nella quale si muovono personaggi i cui caratteri sono ben indagati.

venerdì 26 aprile 2013

La recensione del film Red Belt

 

Alla notizia dell'uscita del film Red Belt, per la regia di David Mamet, un fremito colse noi amanti dell'arte suave. un grande scrittore, sceneggiatore e regista americano, nonché praticante di jiu jitsu, alle prese con una pellicola scritta e diretta da lui. Le premesse per un'ottimo film c'erano tutte. Come non ricordare il suo esordio al cinema con la "casa dei giochi" del 1987.

sabato 23 marzo 2013

Warrior


Il cinema americano straborda di perdenti che in due ore diventano dei vincenti e che riescono a regalare al pubblico l'illusione del riscatto personale contro le circostanze sfavorevoli.

In questo film invece, abbiamo ben due perdenti ma alla maniera americana: sì perché uno è un perdente, però è anche un ex talento del wrestling, eroe di guerra pronto a scendere nell'arena per dare i soldi a una vedova e alla sua creatura. In sostanza un santo!

Il fratello è un ex MMA fighter di scarso valore, ma valido professore di fisica in una scuola pubblica, buon marito e padre di famiglia che deve rimettersi i guantini, nonostante l'iniziale ostilità della moglie, perché le banche gli vogliono levare la casa.

Poi abbiamo un padre che tutta la vita si è comportato male con la moglie e i figli, manesco e alcolizzato, che poi ha smesso di bere ed è sulla via della redenzione. 

Gli ingredienti di un dramma familiare ci sono tutti, ma ora viene il bello: il più grande torneo di MMA mai organizzato (che non poteva non chiamarsi Sparta), con un montepremi esagerato perché a Hollywood piace fare le cose in grande.

E' inutile chiedersi come mai due perdenti riescano a iscriversi in un torneo che riunisce i migliori atleti di MMA del mondo, per poi riuscire ad arrivare entrambi in finale. 

Nella vita reale “l’underdog” è la norma, l'essere “warrior” l'eccezione e il passaggio da una categoria all'altra, quando ciò accade, non avviene in tre ore. Se potesse la statistica si ribellerebbe di fronte al finale del film: è matematicamente impossibile che due underdog riescano a finire in finale ed essere pure fratelli!

Fantasia degli sceneggiatori pari a zero, recitazione degli attori pervenuta solo a momenti, retorica a stelle e strisce a badilate, tutto già visto e rivisto. Ho letto che qualcuno ha paragonato il film a Million dollar baby... lasciamo stare!

C'è chi dice che le scene di lotta sono fatte bene, (non sono tra quelli) ma comunque sempre un po’ poco per un film di tre ore. La telecamera, per non ricalcare la scarsità dei due attori protagonisti, sembra essere imbracciata da uno "tarantolato" tanto sono le riprese mosse o le inquadrature ravvicinate. Si vede qualche finalizzazione e molti body slam, dai quali il professore si rialza sempre più fresco sfidando le leggi della "fisica". 

Per far commuovere lo spettatore, il regista e gli sceneggiatori non hanno badato a spese è hanno cercato tutte le situazioni strappa lacrime possibili, ma nonostante la loro buona volontà, non ci si riesce a commuovere, le situazioni non catturano, le psicologie dei personaggi non sono approfondite, insomma tutto è artefatto e manca di naturalezza.

Il professore di fisica, il non professionista delle MMA dopo aver preso botte per due round, si ridesta solo quando il suo coach gli rammenta che se non vince perde la casa, ed è solo allora che si scatena e batte il campione russo di Sambo con una knee bar! Questo è troppo!!! 

L'ex marines, invece, entra in gabbia... due cazzotti e mette al tappeto i suoi avversari come in preda da una furia cieca. E dopo aver vinto in quattro e quattrotto abbandona l'ottagono come se avesse una commissione urgente da sbrigare. Per lui, il coro dei marines lo accoglie ma solo a partire dal terzo match.

Ed eccoci al gran finale: lo speaker annuncia che la finale mondiale dei pesi medi vedrà affrontarsi i due fratelli, venuti su dal nulla ma che sono riusciti con la forza di volontà o la rabbia a vincere dei professionisti.

Questa è la morale di tutti i film americani sulle arti marziali alla karate kid. Lo sfigato che non ha nessuna possibilità di vincere che compie il miracolo. Questa morale è doppiamente perniciosa, perché fa passare l'idea che basti la volontà, il crederci, l'avere uno scopo per superare ogni ostacolo anche quello insormontabile e che l'allenamento quotidiano, anonimo, costante, a volte ripetitivo non sia necessario, anzi sia un fastidioso inconveniente.

Poiché nella vita "l'underdog" è la norma, è l'essere" warrior", l’eccezione, a questo film preferisco di gran lunga "colpi da maestro" una commediola senza pretese che mostra un professore quarantenne sovrappeso andare avanti e lottare nonostante le sconfitte, piuttosto che dei big jim plastificati scalare i gradini della gloria tra fanfare e fuochi d'artificio.

giovedì 14 marzo 2013

Colpi da maestro - here come the boom


"Colpi da maestro" è una commedia che ha come protagonista le Mixed martial arts. Già dalle prime battute s’intuisce tutta la trama, finale compreso, ma in un'ora e mezzo si riesce a sorridere di un mondo, quello delle MMA, spesso preso troppo sul serio sia dagli stessi protagonisti sia dai mass media.

lunedì 7 novembre 2011

Warrior underdog



Questo che vi propongo è un corto intitolato Underdog, che significa perdente, come il giovane lottatore protagonista. Gli attori non sono professionisti, e non ci sono neanche dialoghi.  C'è solo una battuta, e la dice l'allenatore alla fine. Per vedere qualcosa di fresco che parli di sport, bisogna rivolgersi al cinema indipendente, che anche negli Stati Uniti sforna prodotti interessanti come questo.