giovedì 3 giugno 2021

Dai grandi maestri si impara anche cosa non fare

 

 

Nella serie Feet to Floor vol 1 nel settimo volume c'è un chiaro esempio  di condotta scorretta da parte di un insegnante nei confronti del suo allievo. In questo caso l'insegnante, nel momento in cui l'allievo non esegue i movimenti che vorrebbe che eseguisse, invece di spiegarsi a parole, si esprime a gesti e di fronte alle indecisioni dell'allievo si innervosisce e lo strattona tirandolo per la maglia; poi gli fa  cenno di dargli la gamba senza specificare quale e infine lo proietta con un movimento ampio senza prima avvertirlo. L'allievo cade rovinosamente a terra appoggiando malamente le mani con il grave rischio di infortunarsi.


L'istruttore, in questo caso, ha dimostrato prima insofferenza per il fatto che il suo allievo non fosse stato in grado di capire al volo cosa volesse da lui, poi poca considerazione della sua incolumità (dal momento che lo ha scraventato a terra senza prima avvertirlo) e infine non ha corretto la sua tecnica di caduta piuttosto mediocre (appoggiando entrambe le mani a terra si poteva fare male seriamente).


Dai grandi maestri si impara sia cosa fare ma anche cosa non fare o cosa non farsi fare. In questo caso Danaher ci ricorda che se un allievo/a non comprende quello che il maestro vuole da lui lui/lei spesso è dovuto più a un problema di comunicazione del maestro che di comprensione dell'allievo.

Ci ricorda che l'insegnante non si deve innervosire se l'allievo indugia a comprendere quello che gli sta comunicando e che comunicare a gesti o tirare per la maglia, come fa Danaher,  non è il modo migliore per farsi capire anzi è una mancanza di rispetto.

Infine ci ricorda  che prima di compiere un azione l'insegnante deve comunicare all'allievo le sue intenzioni e in caso di tecniche pericolose deve prima assicurasi che l'allievo sia in grado di eseguirle correttamente e in tutta sicurezza e in caso di errore di esecuzione correggerlo opportunamente ma per farlo deve concentrasi sull'allievo non solo su se stesso.


In the series "Feet to Floor vol 1," in the seventh volume, there is a clear example of improper conduct by a teacher towards their student. In this case, the teacher, when the student does not perform the movements they want, instead of explaining verbally, expresses themselves through gestures. When the student is indecisive, the teacher becomes nervous and tugs on the student's shirt before motioning for them to give their leg without specifying which one. Finally, the teacher projects the student with a broad movement without warning, causing the student to fall to the ground, supporting themselves poorly with their hands, with the serious risk of injury.


In this case, the instructor demonstrated impatience with the fact that the student was not able to understand immediately what they wanted from them, showed little consideration for the student's safety (since they threw them to the ground without warning), and did not correct the student's mediocre fall technique (supporting both hands on the ground, which could lead to serious injury).

From great teachers, students learn not only what to do but also what not to do or what not to have done to them. In this case, Danaher's lesson reminds us that if a student does not understand what the teacher wants from them, it is often due to a communication problem of the teacher rather than a lack of understanding of the student.

The teacher should not become agitated if the student is slow to understand what they are communicating and should avoid communicating through gestures or pulling on the student's shirt. Such actions lack respect for the student.

Before taking any action, the teacher must communicate their intentions to the student and, in the case of dangerous techniques, must first ensure that the student is capable of executing them correctly and safely. In the event of execution errors, the teacher should correct them appropriately, but to do so, they must focus on the student, not just themselves.

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