sabato 5 giugno 2021

Da principiante a campione in 5 anni

 

Probabilmente mi prenderò un sacco di critiche per quanto sto per dire - dice John Danaher - ma credo fermamente che se ti immergi completamente in uno sport con un programma di allenamento ben pianificato in un quinquennio puoi passare da principiante assoluto a un livello di abilità davvero impressionante al punto da essere competitivo con alcune delle persone migliori del pianeta.

Che ruolo giocano fattori quali la fortuna la genetica, gli anabolizzanti, il programma di allenamento, la determinazione? Secondo Danaher il programma di allenamento è un fattore determinante nel successo di un atleta ma è l'interazione tra la determinazione atleta e il programma di allenamento che fa la differenza.

Un allenatore - dice - non può mai prendersi la parte principale del merito, l'allenatore crea possibilità ma è l'atleta che le attualizza. Costruire quel rapporto e trovare le persone giuste che possano eccellere nel tuo programma di allenamento è la parte più importante del lavoro di un allenatore.  

Per quanto riguarda la genetica Danaher ritiene che in certi sport la genetica giochi un ruolo fondamentale ma in quegli sport che includono abilità e tattiche, come il Jiu-Jitsu i fattori genetici giocano un ruolo secondario, nel Jiu-Jitsu non c'è un tipo di corporatura che prevalga sulle altre. Su questo aspetto ho scritto un articolo per BJJEE.  

Per quanto riguarda l'uso di anabolizzanti dice che hanno un ruolo ma gli atleti avendo a disposizione gli stessi prodotti non possono guadagnare un vantaggio determinante assumendoli.

Come individui siamo soggetti al caso qualcuno lo chiama fato, destino, fortuna. Il caso può essere positivo o negativo, tanti sono i fattori che possono influenzare il corso dell'esistenza di un individuo. Per Danaher l'influenza del caso sul singolo sarebbe uno degli elementi meno importanti dal momento che una persona con una mente piena di risorse sarebbe in grado di superare la maggior parte di ciò che la fortuna gli riserva, a condizione di essere sufficientemente forte mentalmente.

Lo stesso Danaher però è costretto a dire che per ogni campione prodotto da un allenatore e dal suo programma di allenamento ci sono centinaia di atleti che hanno fallito o che non hanno ottenuto risultati significativi. Come lo si spiega se non con il considerare determinanti i vari fattori di natura casuale?

Basti guardare Gordon Ryan. Per anni ha sofferto di mal di stomaco. Finalmente nel 2014 gli è stata diagnosticata la gastroparesi. Per questo problema ha dovuto interrompere i suoi prossimi impegni agonistici. Puoi aver raggiunto l'apice in pochi anni grazie alla determinazione, il duro lavoro e un ottimo programma stilato dal migliore allenatore in circolazione e poi un'evento casuale ti mette i bastoni tra le ruote e interrompe i tuoi progetti.

Può in questo caso Gordon Ryan superare ciò che il caso ha gettato su di lui facendo ricorso alle sua forza mentale? Direi proprio di no. La forza mentale potrà aiutarlo a non demoralizzarsi nel periodo di fermo e a spronarlo ad allenarsi una volta guarito ma per superare questo problema dovrà rivolgersi ad un bravo medico, seguire la terapia e sperare che il problema si risolva.

Dire questo però non piace perché sembra che siamo in balia degli eventi. Ci sono vari fattori che possono concorrere al successo di un individuo ma nessuno di essi può garantirlo, il destino del singolo resta e resterà sempre soggetto ai capricci del caso. P
robabilmente mi prenderò un sacco di critiche per quanto sto per dire ma ci credo fermamente:

Se un bravo allenatore ha a disposizione centinaia di allievi che si immergono completamente in uno sport con un programma di allenamento ben pianificato in un quinquennio  alcuni passeranno da principianti assoluti a un livello di abilità davvero impressionante al punto da essere competitivi con alcune delle persone migliori del pianeta. Solo dai grandi numeri di individui casuali che necessariamente emerge il campione. 

 

4 commenti:

  1. Non capisco il commento.
    L essere testardi Riguarda una caratteristica Dell agire Dell uomo.
    La realtà è lì, si dice infatti conoscenza della realtà... È un dato di fatto che tra l altro non appartiene più al possibile, ma è passato, è dato. Si attribuisce qui una qualità umana a un oggetto di studio.?
    Per es, se mi viene un cancro è un caso che appartiene alla sfera delle possibilità fintantoche si trasforma per me nella necessità, realtà fatta di cure. Che io possa essere testardo, o lasciarmi andare o essere coraggioso o vile col sorriso o con le lacrime, odiare la maledetta sorte sono tutte reazioni umane. Lo studio della realtà dei tumori appartiene alla conoscenza.
    Quindi la realtà è testarda, ma che ti sei bevuto? Scherzo non te la prendere a male.





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