giovedì 2 aprile 2026

Tecnica basica o da showman? Un falso dilemma

Quando si vede un campione eseguire qualcosa di “acrobatico” o apparentemente da showman, spesso si fa un errore di lettura: quel movimento non è nato per essere spettacolare.

È emersa perché, in quel contesto, sotto quei vincoli, era una soluzione efficace per quella determinata persona. E questo cambia completamente il significato del gesto.

Il problema nasce quando si guarda il jiu jitsu come una collezione di tecniche.

In quel modello è inevitabile classificare: tecniche base, tecniche avanzate, tecniche “da gara”, tecniche “da showman”. E allora ha senso dire a un allievo cosa è “serio” e cosa no, cosa ci si aspetta da lui e cosa no. Così facendo il maestro vincola l' allievo nel modo sbagliato perché gli preclude alcune strade da esplorare per il timore del giudizio. 

Ma se sposti la prospettiva su un approccio basato sui vincoli (CLA), questa distinzione perde senso. Non esistono tecniche da imitare, esistono soluzioni che emergono dall’interazione tra atleta, avversario e contesto.

Quindi non ha senso etichettare un movimento come basico o “da showman”. La domanda è un’altra: in quali vincoli quella soluzione emerge e quanto è robusta sotto resistenza reale?

Criticare gli “showman” spesso significa fermarsi alla superficie, all’apparenza del gesto ma nel jiu jitsu l’apparenza è un sottoprodotto.

Se un movimento appare "bello", "fluido", "spettacolare", o "basico" "solido" non è quello il punto. Il criterio resta uno: funziona davvero, sotto resistenza?

Il fenomeno degli allievi che cercano la tecnica che riceve l' applauso nasce in un contesto di apprendimento basato sull'insegnamento di tecniche in contesto collaborativo. In un contesto non lineare con i vincoli dove si apprende il jiu jitsu attraverso giochi dal vivo con obiettivi questi aspetti non emergono.

I maestri non dovrebbero limitare o vincolare i loro allievi definendo sfigati quelli che eseguono tecniche da showman semmai dovrebbero organizzate vincoli in grado di permettere ai loro allievi di esplorare diverse possibilità in un ambiente vivo e non cooperativo.



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