sabato 4 aprile 2026

Scegli gli amici giusti se vuoi durare sul tatami



Immagina questo. Sei una cintura bianca. Allenamento finito. Sei stanco, frustrato, magari hai appena “tappato” cinque, sei, dieci volte. Accanto a te c’è un amico. Vive con te ogni allenamento, ogni roll.

E appena ti siedi, inizia:

“Hai fatto schifo.”

“Sempre gli stessi errori.”

“Guarda gli altri, migliorano. Tu no.”

Non dimentica nulla. Non perdona nulla. Ogni errore è una colpa, ogni difficoltà una prova che non sei abbastanza. Quanto tempo continueresti ad allenarti con uno così? La verità è che molti praticanti, soprattutto all’inizio, quell’amico ce l’hanno dentro.

Nel Brazilian Jiu-Jitsu è normale sentirsi persi. La cintura bianca è caos: posizioni che non capisci, tecniche che dimentichi, pressione che ti schiaccia, fiato che finisce troppo presto. Ti sembra che tutti sappiano cosa fare… tranne te.

E quell’amico interiore prende spazio:

“Non sono portato.”

“Non capisco niente.”

“Sto solo perdendo tempo.”

Lo chiami disciplina. Lo chiami essere duri con se stessi ma spesso è solo un compagno tossico che ti sta logorando. Sì, nel Jiu-Jitsu bisogna essere esigenti. Nessuno migliora senza affrontare i propri limiti. Ma c’è una differenza enorme tra avere accanto un amico che ti sprona… e uno che ti demolisce.

Perché quando quella voce diventa troppo forte, smetti di allenarti per imparare. Ti alleni per non sbagliare. Ti irrigidisci. Eviti le posizioni difficili. Giochi in difesa della tua autostima, non della tua crescita.

E così, paradossalmente, resti fermo. Ma non è finita qui. Perché sul tatami non esiste solo quell’amico. Ce n’è un altro. Più gentile, più leggero. Quello che ti dice:

“Tranquillo, oggi vai piano.”

“Non serve spingere troppo.”

“Evita quella posizione, tanto è scomoda.”

“Dai, divertiamoci e basta.”

Sembra il contrario del primo. Sembra quello “giusto” ma a lungo andare è altrettanto pericoloso. È l’amico che ti porta sempre a fare festa, che evita ogni responsabilità, che ti tiene nella comfort zone. Con lui ti senti bene… ma non cresci mai davvero.

Se lo ascolti troppo, resti una cintura bianca molto più a lungo del necessario. Quindi nel tuo percorso nel BJJ hai sempre questi due compagni invisibili:

* uno che ti schiaccia

* uno che ti trattiene

E nessuno dei due ti farà migliorare davvero. Quello che ti serve è un terzo tipo di amico.

Uno che, dopo un roll andato male, ti dice:

“Sì, oggi è stata dura. Ma hai resistito.”

“Hai sbagliato? Bene. Adesso sai dove lavorare.”

“Non sei ancora bravo. Ma stai diventando migliore.”

Non ti illude. Non ti distrugge. Ti guida. Nel Brazilian Jiu-Jitsu non vince chi è più talentuoso all’inizio. Va avanti chi resta abbastanza a lungo da imparare dai propri errori.

E per restare abbastanza a lungo… devi scegliere bene con quale amico allenarti ogni giorno dentro la tua testa.



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