venerdì 14 febbraio 2014

Dure critiche all'IBJJF di un' anonima cintura nera



La notizia che dal Mondiale 2015 potranno partecipare solo le cinture nere che avranno accumulato 50 punti nelle competizione IBJJF, deve essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, se nella mia casella di posta  è arrivata la mail che leggerete in questo post. L'autore di questo scritto, una cintura nera, ha voluto restare anonimo  ma ho deciso di pubblicarlo perché trovo che molte delle critiche avrebbero bisogno di risposte. Avevo cercato di averle quando chiesi a Mansour di rilasciarmi un'intervista, in occasione del corso arbitri al quale partecipai, ma nonstante una sua iniziale disponibilità poi quelle domande sono rimaste senza risposte.


"Tempo fa è circolato un articolo che parlava dei problemi dell' IBJJF, ad oggi unico ente ufficiale di promozione del jiu jitsu brasiliano. Ho usato la parola ente appositamente poiché non è una federazione vera e propria e non segue di fatto le norme giuridiche e professionali imposte alle vere e proprie federazioni. Oggi voglio farvi presenti i veri difetti di questo carrozzone:

1) La IBJJF richiede tesseramenti senza garantire ai suoi affiliati i veri servizi base necessari per un ente che organizza competizioni come ad esempio una copertura assicurativa in caso di infortunio o ancor prima un primo soccorso efficiente in sede di gara.

Ci sono stati episodi di atleti con gravi lesioni soccorsi in maniere negliegente da dottori e infermieri incompetenti, mentre ad altri è stato addirittura negata l'ambulanza.

2) Non esiste un controllo antidoping vero e proprio, che rispetti i canoni olimpici e non è un mistero che molti atleti di punta del nostro sport usino o abusino di sostanze dopanti.

3) Nelle gare importanti esiste un comitato ristretto composto da rappresentati dei maggiori team che assistono alla composizione delle chiavi di combattimento. Questa prassi dovrebbe coinvolgere tutti i capi team o sarebbe corretto avvenisse a porte chiuse. 

4) Non è raro veder apparire misteriosamente atleti (cinture nere testa di serie) giorni dopo la chiusura delle iscrizioni. 

5) Si parla in questi giorni di selezione delle cinture nere per il mondiale sulla base del ranking per rendere più professionale lo sport. Questo, però, si traduce in molti più soldi per la IBJJF, che costringe gli atleti a competere nelle competizioni minori per entrare nelle quali si deve pagare una quota che si aggira sempre attorno ai 100 euro. A questo aggiungiamo il fatto che tutti i tornei sono "open" e quindi anche in questi tornei, cosiddetti minori, si possono incontrare , ad esempio in Europa, atleti americani, brasiliani, giapponesi. Questo vuol dire che in un qualsiasi torneo è possibile incontrare campioni mondiali provenienti da tutto il mondo. 

Per una selezione corretta la federazione non dovrebbe far pagare l'iscrizione alla gara o quanto meno far pagare una cifra irrisoria e permettere così agli atleti di poter partecipare a quante più gare possibili, in oltre le gare dovrebbero essere aperte solo ai residenti nel continente altrimenti non ha senso parlare di europeo con nessun europeo sul podio.

La realtà di fatto è che questa società cerca di fare quanti più soldi possibili senza dare in cambio i servizi per cui realmente paghiamo (e paghiamo bene e puntualmente). 

Fino ad ora c'è stato il tacito accordo tra atleti e federazione per il quale: “io pago tanto ma la federazione mi lascia la libertà di partecipare a tutti i tornei”, quindi molte leggerezze potevano essere tollerate, ma non si può pretendere dagli atleti di accettare certe condizioni tipiche delle federazioni ufficiali senza però riconoscergli i diritti di atleti professionisti. 

L'assurdità è che la IBJJF è l'unica federazione spinta a livello mediatico poiché la rivista di settore più importante parla solo dei loro tornei e di quelli di Abu Dhabi. Questo significa che anche per gli atleti, non esistendo sistemi di supporto adeguati, come i gruppi sportivi professionistici che sovvenzionano le proprie scuderie. L'unico modo che gli atleti hanno di guadagnare soldi con quello che fanno è vincere i campionati e essere chiamati a fare seminari.  Per farlo devono per forza vincere nei circuiti sopraelencati e ricevere quella visibilità mediatica necessaria a poter ingrandire il proprio mercato, mercato il quale una volta ritirati dalle competizioni diminuisce drasticamente. 

Ora si può avere un calo di rendita in competizione anche a causa di un infortunio, eventualità alla quale come già detto la federazione non provvede, basti pensare a uno dei più grandi campioni della storia, Ronaldo “Jacare” Souza.  Jacare dopo aver subito una dislocazione del braccio nella finale assoluti del mondiale, non ha ricevuto nemmeno una chiamata dalla federazione per sapere se stava bene.  In compenso però l'evento è stato sfruttato profondamente dalla IBJJF per pubblicizzarsi, tanto che fu inserito anche in un video proiettato durante un mondiale (il primo in California se ricordo bene).

 La mia speranza è che  questa federazione, se da tale si vuole comportare, in futuro garantisca qualcosa in più alle persone che gli fanno guadagnare bei soldoni, o nel caso contrario spero che il mondo del bjj apra gli occhi e cominci a guardarsi bene da coloro che cercano solo di sfilarci qualche euro in più ogni anno."

Il blog è aperto ad un'eventuale replica di qualche rappresentante ufficiale della IBJJF che voglia rispondere a queste critiche.

1 commento:

  1. in aggiunta ai dubbi esternati dall'anonima nera, mi firmo ed esterno un dubbio.....
    il caro amico Max mi disse in occasione di uno degli ultimi viaggi insieme che la IBJJF non permette arbitraggi ufficiali a persone non ivestite di cintura nera.
    ora però mi domando che scopo ha ciò?
    Se da un lato questo dovrebbe garantire professionalità, e dico dovrebbe perchè non credo che essere un discreto/buono/eccezionale atleta faccia di te automaticamente un buon arbitro, soprattutto con un regolamento che lascia ampiio margine alla discrezionalità dello stesso; dall'altro impedisce a validi elementi che hanno seguito il corso arbitri (e quindi pagato.....a proposito di macchinetta mangiasoldi) di poter operare.
    a pensar male c'è da pensare che il fattore cintura nera serva a dare credibilità a potenziali decisioni impopolari o discutibili.
    ai posteri l'ardua sentenza :)

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