giovedì 17 maggio 2018

Visitare altre accademie


Qualche giorno fa Cyborg si è presentato al seminario di Lovato, ha pagato, come tutti gli altri, e si è messo a seguire la sua lezione.Grande esempio di umiltà. A proposito di andare ad imparare da altri maestri voglio condividere con voi alcune mie considerazioni.

Visitare altre accademie è un'esperienza utile e formativa, è un esperienza che ci fa crescere e ci mette di fronte ai nostri punti di debolezza su cui lavorare e ci mostra i punti di forza da migliorare. Però... perché c'è sempre un però, dietro l'angolo si nasconde un insidia.

E' come chi è appena tornato da una vacanza e ai suoi amici incomincia a fare confronti tra il suo paese e quello appena visitato trovando, ovviamente, solo pregi all'estero e solo difetti in patria.

Se non siete coscienti di questo fenomeno una volta tornati nella vostra accademia troverete tutto poco motivante e magnificherete aspetti, per lo più materiali, che avete trovate nell'altra palestra. 

Là hanno tanti allievi mentre nella vostra palestra, magari, gli allievi sono pochi, la ci sono tatami nuovi professionali da gara, nella vostra palestra tatami vecchi e duri, la il maestro fa 4 lezioni al giorno nella vostra palestra 4 volte la settimana.

Se siete ragazzi intelligenti, una volta tornati a casa, tutte queste suggestioni le metterete da parte perché non sono queste le cose importanti. Non siete andati in un altra palestra né per contare quanti allievi ha il maestro che vi ha ospitato, né per i bei tatami.

Se tornate a casa dalla vostra esperienza e la vostra attenzione si è concentrata solo sulle cose materiali che la vostra palestra non vi può offrire allora avete sprecato tempo e denaro, lamentarsi o invidiare quello che hanno gli altri non serve a niente.

Cosa si deve portare invece a casa dalle esperienze in altre accademie? Nuovi stimoli e voglia di migliorare. Prendere sempre dagli altri il meglio, senza giudicare, senza fare paragoni. Chiedetevi: cosa ho imparato da questa esperienza? Su cosa dovo lavorare, quali sono i miei punti di forza, quali i miei punti deboli. Queste sono le cose su cui dovete ragionare, sono queste le cose di cui dovete parlare al vostro maestro.

Non è in una settimana che ci si prepara ma in mesi e mesi di lavoro quotidiano faticoso, duro e a volte noioso. Una palestra piccola e pochi compagni di squadra non hanno mai fermato nessuno neanche certi grandi campioni, basti pensare quanti ne sono usciti dalla favelas di Rio.

Le difficoltà non devono scoraggiare ma motivare. Ci si può allenare anche in 20 metri quadrati, anche sui cartoni, anche con un solo sparring partner. Mai lamentarsi mai cercare scuse. Per tornare a Lovato lui si fa un vanto di essere diventato quello che è allenandosi quasi esclusivamente con i suoi allievi avendo la sua accademia lontano dai grandi centri del Jiu Jitsu negli States.

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