lunedì 26 giugno 2017

Un filosofo in gabbia




Intervista di cinque anni fa (06/07/2012) a Mattia Machelli andata persa per errore:

Lo stereotipo del lottatore di MMA è un tipo rozzo, poco raccomandabile e rissaiolo, stereotipo che sebbene qualcuno sembra far di tutto per alimentare (vedi i fratelli Diaz) è messo in crisi quando si incontrano lottatori come Mattia Machelli. Mattia è laureato in Filosofia, ha la passione del Jiu-Jitsu Brasiliano, è un ragazzo sempre molto disponibile e generoso. Lottare con lui è un vero piacere perché, oltre alla tecnica sopraffina, sa dosare le sue forze ed energie in base all'avversario che ha di fronte. Nel vederlo combattere di MMA Mattia offre di se un immagine di lottatore d'altri tempi. Mi fa venire in mente quelli che dovevano essere nell'antica Grecia i filosofi come Platone che, oltre ad allenare la mente, allenavano il corpo con la lotta.

Mattia vuoi presentarti ai lettori del Blog?

Certo Max! Innanzitutto ti correggo: sono anch'io un tipo rozzo e poco raccomandabile, ma non nel senso che sono un rissaiolo. I miei maestri sono Matteo Calamandrei per il brazilian jiu jitsu e Jacopo Giunti per il sanda, la boxe, l'mma e la preparazione atletica. Per me la palestra Sempre Avanti di Firenze, il Rio Grappling Club e la lotta sono sempre state una cosa sola. Questo è il mio angoluccio.

Tra i sinonimi di rozzo abbiamo: ignorante, maleducato, sgarbato e zotico, mentre tra i sinonimi di poco raccomandabile troviamo: disonesto, infido, malfidato, pericoloso, turpe, ambiguo, equivoco, subdolo. Sinceramente non trovo in questi aggettivi nessuno che ti si addica ma se proprio insisti 🙂. A parte gli scherzi perché ti senti rozzo e poco raccomandabile?

Non lo spiego proprio per lasciare spazio all'immaginazione 😀 e per fare una specie di battuta. Comunque sono ignorante in molte materie (non seguo MMA e Bjj come dovrei ad esempio) e maleducato e sgarbato, ecc... nella vita di tutti i giorni. per il poco raccomandabile basta pensare che sono un coccodrillo a fior d'acqua 😛

La prima cosa che ti voglio chiedere è proprio cosa ti ha spinto a competere nelle MMA?

Direi la stessa cosa che mi ha spinto a fare filosofia: una grande libertà unita a grandi limiti, le innumerevoli possibilità di espressione eppure un unico obbiettivo da raggiungere (la riuscita) indipendentemente dalla strada che si decide di percorrere. Come nell'arte: sembra tutto troppo facile quando puoi fare tutto, ma diventa maledettamente difficile quando anche altri vogliono raggiungere il tuo stesso obbiettivo, che però è solo uno. Tutte queste discipline sono essenzialmente agonistiche. L'mma concede una grande libertà d'azione (la filosofia di pensiero), grandi competenze e incerte possibilità di vittoria. Questo mi ha attirato, ma dato che trovare queste cose non è necessario andare oltre la vita normale, credo di aver scelto di competere per i grandi benefici che questa attività arreca alla mia salute tanto mentale quanto fisica. E' il migliore dei giochi possibili se fatto nel rispetto di se stessi (e con un po' di incoscienza agonistica).

Nella voglia di provarti nelle MMA c'è la necessità di testare l'efficacia del bjj, trovare quel qualcosa in più che il bjj sportivo non ti dava, la ricerca dell'adrenalina, una sfida personale per testare dal vivo i tuoi limiti o qualcos'altro?

Allora premetto che io mi sono avvicinato al bjj per fare mma. Non ho quindi fatto il passaggio Bjj->MMA perché insoddisfatto del Bjj. Diciamo che le MMA sono state fin dal principio il mio obbiettivo: quello di un confronto senza regole (o con poche regole). La cosa interessante è che nelle MMA devi essere pronto a tutto, ti devi inventare strada facendo. Non ragioni secondo modelli troppo rigidi e spesso ti trovi in situazioni non contemplate in allenamento o non allenate a dovere e lì devi inventare. 

A quale fighter ti ispiri nelle MMA?

Purtroppo non seguo regolarmente ne mma ne bjj, forse per questo sono antiquato. Se devo fare due nomi comunque sono Sakuraba e Bibiano Fernandes. 

Pensi di dedicarti in futuro prevaletemente nelle MMA o ti rivedremo competere nel gi e nogi?

Quest'anno parteciperò sicuramente a tre gare in gi (europei e i due italiani) e una in nogi (italiani) cercando di incastrare tra queste date qualche incontro di mma. Sicuramente il primo dell'anno nuovo sarà il 12 ottobre al Ronin 4. Oltre a questo provvederò, aimhè, ad oliare i chiodi piantati in mani e piedi che ogni lottatore si ritrova ad avere: la dieta e la preparazione specifica.

Guardandoti lottare vengono in mente i vecchi incontri di vale tudo dove i rappresentanti del jiu jitsu eseguivano una precisa strategia di combattimento che prevedeva il portare a terra l'avversario e cercare più che il ground and pund la finalizzazione. Cosa pensi del fatto che oggi tra i migliori lottaori di MMA non ci sia nessun nome importante che proviene dal jiu jitsu?

Si dice che i tempi cambiano... Il bjj non è più una novità da tempo e dai primi vale tudo alle odierne mma si sono aggiunte una serie di regole che hanno imposto un certo tipo di combattente. Non si può più ignorare che il Bjj da solo non basta per fare MMA come ai primi tempi, quando appunto il bjj era una novità. Sul g'n'p che dire? Credo sia uno degli elementi essenziali delle MMA (altrimenti sarebbe shooto) quindi ben venga e se vedremo meno finalizzazioni e meno jiujitsuka vorrà dire che è quella la strada che funziona con queste determinate regole. Il bjj rimane comunque una parte essenziale del gioco , si tratta di capire fino a che punto è utile imporlo.

Oggi le MMA, con la loro popolarità, stanno avvicinando molte persone a praticare Bjj ma spesso quello che trovano è un jiu jitsu molto concentrato sull'aspetto sportivo e poco propedeutico per le MMA o l'autodifesa. Pensi che con gli anni il Bjj abbia perso qualcosa in termini di efficacia?

Boh! Credo che chiunque voglia possa dire la sua a riguardo documentandosi un po' sulla rete e quindi farsi la propria opinione. Parliamo invece del principio del "fallo o muori" (do or die hc). Secondo questo principio quel che facciamo è secondario rispetto al riuscire o no. Anche il dare nomi è secondario, rimane solo l'efficacia.

Oggi la specializzazione nel Bjj e nelle MMA è talmente elevata che sembra un'utopia poter allenare entrambe le modalità contemporaneamente cone avveniva nella Carlson Gracie ai tempi d'oro. Pensi che dobbiamo rassegnarci a vedere in futuro un Bjj sempre più orientato verso il suo lato agonistico, come è stato per il Judo, o l'influenza delle MMA farà ripensare metodiche, filosofie di allenamento e regolamenti per riscoprire le origini del jiu jitsu?

Beh, e se ti dicessi che per vincere un incontro di Bjj ad alti livelli può andar bene anche un olimpionico di lotta o judo adeguatamente preparato? In questo senso c'è la possibilità che l'MMA influenzino il Bjj. Un atleta potrà competere in entrambe impiegando tecniche e strategie simili. Ma in generale credo che ogni singola arte marziale ne possa influenzare un altra, si tratta di trovare qualcuno che riesca a farlo. Detto questo, se vuoi fare qualcosa, l'importante è solo che trovi un modo per farlo.

Secondo te è solo una mia impressione che gli strikers e i wrestlers abbiano imparato bene come neutralizzare un lottatore di jiu jitsu con tattiche di contenimento per evitare di finire al suolo mentre i jiujitseri, piuttosto che migliorare le difese dai colpi e i takedowns per portare a terra e imporre così il loro gioco cercano di rincorrere gli striker, (forse anche perché condizionati dallo show business che preferisce incontri con più colpi che lotta) sul loro terreno con l'unico risultato di perdere in efficacia in cambio di una mediocre boxe?

A dire il vero tutte queste variabili mi sfuggono. "Fallo e basta" può sembrare una risposta sbrigativa? Io mi alleno in tutto questo (pugilato, takedown) e in molte altre cose. Però di qui, dall'allenare certe tecniche, al riporarle in combattimento, contro un avversario che si è allenato con l'unico scopo di impedirmi di fare una qualsiasia cosa, beh tra queste due situazioni la differenza la fa il "fallo e basta". Quando ci riesci sei un grande e lo show business, se ce n'è uno, paga.

Nell'UFC tre distanze di combattimento sono pesantemente penalizzate dal regolamento e mi riferisco al clinch alla rete che viene interrotto se un atleta cerca di lavorare le prese troppo a lungo, la distanza con avversario a terra contro avversario in piedi, praticamente scomparsa e che più di una volta ha salvato la vita ai jiujitseri (ricordiamo la famosa tallonata di Renzo contro Taktarov) e la lotta a terra, che a discrezione dell'arbitro può essere interrotta in qualsiasi momento. Non pensi che all'interno di quelle che sono denominate arti marziali miste ad una di queste, il Bjj, sia impedito di esprimere tutto il su potenziale?

Sicuramente ancora dietro le regole si nascondono precisi interessi economici e di spettacolo. Oggi molte persone coltivano l'illusione che tramite incontri (MMA) e tornei (Bjj) si ricerchi il miglior combattente in assoluto. Niente di più sbagliato. A nessuno interessa sapere chi è il più forte o qual'è l'arte marziale più efficace. Si parla sempre di sport e in alcuni casi di spettacolo, entrambi sostenute dal dio denaro e sono quindi parti accessorie della vita. Quindi se il dio denaro vuole uno spettacolo così, che impedisca al bjj di esprimere tutto il suo potenziale, non ci possiamo far nulla. Io, da atleta, posso solamente cercare di sfruttare tutta la libertà che mi viene data, senza richiederne altra. Proteste e lamentele non sono contemplate in queste ambienti. Troppe sarebbero le cose di cui lamentarsi. 

Grazie Mattia per questa chiacchierata.

Grazie a te Max! Ne approfitto per salutare i miei amici pelati. Perdonatemi le cazzate dette (ma con certe domande...🙂)


0 commenti:

Posta un commento