giovedì 15 marzo 2018

La lotta degli indios dell'Amazzonia


Sulle rive del fiume Xingu*, nel Mato Grosso, la lotta è una cosa seria. L'Huka-huka è l'unica arte marziale autenticamente brasiliana, si tratta di uno stile di lotta tradizionale vecchia di migliaia di anni.

villaggio Kamaiurá
La Huka-Huka viene praticata durante la Quarup o Kuarup che è il principale rituale funebre degli indiani dello Xingu. È un raduno di tutte le tribù vicine per celebrare la vita, la morte e la rinascita. 

 Ai primi raggi del sole, il giorno dopo l'inizio della Quarup, il momento della resurrezione simbolica termina e il pianto e il canto cessano. Gli ospiti annunciano il loro arrivo con urla e iniziano le competizioni huka-huka tra i campioni di ogni tribù, seguiti da combattimenti di gruppo per i giovani. 


L' Huka-huka ha un simbolismo competitivo, dove viene testata la forza e la virilità dei giovani.  All'età di 14 anni i ragazzi vengono separati dalla resto della tribù e isolato all'interno di una Oca (tipico alloggio indigeno) dove sono preparati per l'età adulta e soprattutto per combattere. Dalla loro casa, escono solo per combattere con altri indios più esperti nel centro del villaggio. Quando un giovane vince un lottatore più anziano diventa adulto è può lasciare la Oca se perde, deve tornare al confino, continuare con gli esercizi di rafforzamento, pensare alla lotta e cercare di parlare agli spiriti. 

Prima che ogni combattimento abbia inizo i lottatori si devono preparare. Il corpo viene dipinto con cerchi neri e rossi su tutto il torace. È il dipinto del giaguaro, ogni combattente deve averlo. Alle ginocchio sono legati dei panni spessi, poiché nella huka-huka quella parte del corpo è quasi sempre in contatto con il terreno. In vita è stretta una striscia di pelle di giaguaro e intorno al collo, una collana di gusci di lumache.


La maggior parte degli indios non dorme la notte precendente la lotta. Per loro è tradizione rimanere concentrati pensando al combattimento fino all'alba. Alle quattro del mattino i lotattatori si ungono con l'olio di pequì ottenuto dal seme di questo frutto amazzonico, sia per riscaldare il corpo sia per impedire all'avversario di fare le sue prese. 

L'Huka-huka inizia quando il "maestro della lotta" raggiunge il centro dell'arena e chiama i due avversari per nome. E ora di combattere, i due lotattori prendono una manciata di terra  e si sfregano il palmo delle loro mani. 


I combattenti si inginocchiano dopo aver girato in senso orario fronteggiandosi, poi si afferrano con l'obiettivo di schienarsi a terra o tenersi ferme le gambe.

La lotta è basata sull'etica e sulla sportività dei contendenti e, quindi, non esiste un arbitroper questa modalità, ma un osservatore/consigliere più esperto, che viene chiamato "maestro della lotta" spetta agli atleti riconoscere la sconfitta, la vittoria o il pareggio.

I campioni di Huka-Huka stringono in vita una specie di cintura che da il nome alla lotta, huka-huka appunto. Quando un campione perde il suo avversario può prendere la cintura lanciarla a terra e calpestarla. 

I popoli che abitano l'Alto Xingu hanno anche un altra  tradizione  la Yamuricumam, quando le donne occupano tutti i ruoli maschili del villaggio e combattono l'huka-huka.

Come arte marziale l' Huka-huka è stato introdotto, sperimentalmente, nella formazione degli ufficiali di polizia militare nello stato di San Paolo, in Brasile. La Scuola superiore militare sta adattando le tecniche di combattimento in modo che la modalità diventi parte delle arti marziali già praticate dai militari. Il combattimento è stato anche studiato da combattenti di arti marziali miste. Sia Anderson Silva sia Demian Maia hanno voluto provare la lotta Huka-Huka.

Oggi nel parco nazionale dello Xingu vivono circa 5.500 indios divisi in quattordici gruppi etnici tra questi i Yawalapiti (156 membri) i Bakairi (950 membri), i Kamaiurá (467 membri), i Kalapalo (385 membri), i Kuikuro (522).
 

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