lunedì 7 dicembre 2015

Il Colonnello Rodolfo Sganga a proposito del Metodo di Combattimento Militare

In seguito alla pubblicazione del post dal titolo "Combatives vs Metodo di Combattimento Militare" ho ricevuto dal Colonnello Rodolfo Sganga, supervisore di questo metodo, alcune rettifiche e precisazioni alle quali ho risposto chiedendo ulteriori chiarimenti in proposito ad alcuni aspetti che non avevo trattato nel primo post per mancanza di dati.

Questo scambio di vedute è avvenuto sulla pagina facebook Maxbjj. La ripropongo qui in modo che completi il primo post.

Rodolfo Sganga: "Maxbjj, grazie per l'attenzione nei confronti del MCM. A titolo di collaborazione volevo fornirti ulteriori dettagli che magari completano un po' meglio il profilo che hai voluto dare alla tua presentazione. Le numero per semplicità di trattazione. In particolare:

 1) Le discipline da cui abbiamo attinto (e continuiamo ad attingere) non sono solamente quelle da te indicate. Diciamo che non ci poniamo alcun vincolo, per cui tutto quello che riteniamo utile lo sperimentiamo per poi verificare se è riproducibile secondo canoni militari (molto differenti da quelli sportivi e/o civili in generale). Tra queste, certamente non c'è MGA (il fatto di essere tutti qualificati non significa che i contenuti del MCM ne prevedano principi o tecniche specifiche, peraltro già mutuate da altre discipline) ma c'è il BJJ, la lotta (dalla quale traiamo buona parte delle proiezioni) il Kali, il pugilato, ed altro.

2) L'iter formativo per gli Istruttori dell'Esercito Italiano dura 7 settimane (non più 6) e si svolge presso due enti di formazione della Forza Armata (Centro Addestramnto Paracadutisti di Pisa e 187° reggimento paracadutisti di Livorno). 

3) Il Gruppo di Progetto per l'implementazione del MCM si avvale di diversi esperti civili in uniforme e non. Non esiste nessun vincolo a collaborare con personale non militare qualora si ritiene che questo possa fornire un valido contributo allo sviluppo ulteriore delle tecniche previste nel MCM.

4) Negli Stati Uniti non funziona esattamente così come hai rappresentanto. L'unica disciplina istituzionalizzata nello US Army è il Combatives che, almeno inizialmente, ha tratto moltissimo dal BJJ. Tuttavia, successivamente, lo US Army si è trovato costretto ad integrare i programmi con una sostanziosa parte di combattimento in piedi, stante il fatto che un militare equipaggiato, ingaggiato il corpo a corpo con un avversario, deve cercare di andare a terra solamente se costretto (proprio per via dell'equipaggiamento che rende difficile se non impossibile l'esecuzione delle tecniche a terra). Se hai visto dei video in cui combattono nella gabbia, quella è la versione "sportiva" del Combatives. Noi non abbiamo una versione "sportiva" del MCM, tuttavia quello che più gli si avvicina è il Pankration a contatto pieno.

5) il fatto che i nostri Istruttori abbiano frequentato corsi negli USA non è per ammodernare il nostro MCM (comunque si impara sempre ed in ogni occasione) ma è dovuto al fatto che abbiamo sviluppato (data anche la similitudine di due metodi) una forte sinergia con gli statunitensi.

6) In merito all'efficacia, hai espresso un tuo parere personale ed io lo rispetto. Tuttavia mi pare di capire che la tua conoscenza del MCM si fermi agli articoli letti ed ai vecchi filmati che hai postato (che mostrano nella maggior parte dei casi paracadutisti che dimostrano cosa hanno imparato in 7 (sette) giorni di addestramento). Quello che posso dirti serenamente è che invece noi (che siamo i primi utenti) siamo particolarmente soddisfatti perchè finalmente abbiamo un sistema standardizzato ed attagliato esattamente a quello che serve al militare. Ti ringrazio ancora per l'attenzione che hai mostrato verso l'addestramento dell'Esercito e rimango a tua disposizione per ogni ulteriore approfondimento dovesse rendersi utile. Cordialmente, Rodolfo Sganga".

Maxbjj: "Col. Sganga la ringrazio per il tempo speso per fornirmi dettagli a proposito del MCM.

Al punto 1) rispondo che ho citato le discipline base, che dovrebbero essere quelle più importanti, e che sono quelle da lei nominate nell'intervista. Prendo atto che non è compreso il MGA e che considerate anche discipline come il BJJ, ma resto comunque dell'idea che le discipline base che compongono il Combatives siano più adatte di quelle usate nel MCM.

Al punto 3) mi dice che Il Gruppo di Progetto per l'implementazione del MCM si avvale di diversi esperti civili anche non in uniforme. Mi piacerebbe sapere, se possibile, se vi avvalete già di cinture nere di Brazilian Jiu Jitsu per migliorare le vostre conoscenze per quanto riguarda la lotta a terra. E quale sarebbe l'iter che dovrebbe seguire, ad esempio, un istruttore di BJJ per offrire all'Esercito o alle altre forze armate le sue competenze.

Al punto 4) Apprendo da lei che Il Combatives avrebbe ridimensionato il BJJ ma chiunque ha letto il Field manual FM 3-25.150 sa che tutta la parte iniziale dell'addestramento è desunta dal BJJ.

Al punto 5) Lei parla di sinergie quindi vedremo istruttori di Combatives venire in Italia per apprendere il MCM?

al punto 6) la mia esperienza personale sul MCM si limita certamente solo alle notizie reperite in rete e ai filmati disponibili su you tube. Se in veste di istruttore di BJJ, ricevessi un invito ufficiale come consulente potrei valutare seriamente la proposta.

La Ringrazio per aver avuto direttamente da lei, supervisore del MCM, alcune notizie di prima mano e per avermi permesso di correggere l'articolo. Attendo le risposte, se vorrà darmele, per completare il post.

Rodolfo Sganga:" Certo che mi fa piacere poter approfondire, soprattutto quando la discussione è interessante e tecnica. Le rispondo in ordine:

-discipline Combatives vs MCM: poca differenza, dopo anni di sperimentazione (partendo da posizioni differenti anzi direi opposte) ormai stiamo convergendo più o meno sulle stesse. Ma più che di discipline parlerei di contenuti tecnici attinti dalle varie discipline. Infatti, determinate tecniche (magari eseguite in maniera differente) le troviamo in discipline differenti.

-riguardo agli esperti di BJJ ci siamo appoggiati agli statunitensi, non qui in Italia. Però ribadisco che per un militare, la lotta a terra è davvero l'ultima spiaggia. Pensi solo a dover lottare a terra con un giubbetto antiproiettile, buffetteria, elmetto ed altro indossato.... In merito al l'iter da seguire per fornire contributi, questo è semplice: il personale preposto all'aggiornamento del metodo, qualora dovesse individuare delle carenze o gap da colmare (normalmente sulla base dei report che provengono dai caso di impiego reale di personale militare in operazioni) ha il compito di individuare gli esperti specifici (qualora non fossero i nostri in grado di trovare una soluzione) e contattarli. Tuttavia, il ricorso ai civili si sta riducendo sempre di più mentre gli scambi tra militari di Paesi differenti aumentano. La questione è semplice: le esigenze del militare sono note al militare. Il civile normalmente ha grande competenza nella disciplina specifica ma fatica a modificare ciò che sa fare magari benissimo per adattarlo ad un contesto così particolare come il nostro. Ecco perché tra alcuni eserciti si è deciso di avviare questa collaborazione;

-in merito al Combatives non intendevo utilizzare accezioni negative per il BJJ (che ritengo probabilmente la miglior disciplina di lotta a terra). Intendevo semplicemente dire che si sono accorti di aver incentrato tutto solo sul BJJ, salvo poi accorgersi che serviva anche altro. Confermo però che una buona parte del programma è incentrata sul BJJ ed il livello basico è fondamentalmente costituito da una serie di combinazioni di tecniche a terra.

-in merito alla sinergia, le confermo che avremo Istruttori Combatives dello US Army in Italia. Abbiamo già avuto scambi addestrativi anche con altri eserciti.

Spero questo possa esserle utile per un quadro più esaustivo sul MCM".

0 commenti:

Posta un commento