lunedì 15 luglio 2013

MMA e violenza


Un gran numero di fattori, tra cui i molteplici tentativi di far fuori le MMA a partire dagli anni novanta, hanno trasformato i fan in irriducibili e a volte integralisti sostenitori a priori di qualsiasi cosa si faccia in questo sport. Per il bene delle MMA tutto è sempre stato giustificato, o accettato e associare le MMA alla violenza scatena subito forti reazioni. Ma vediamo in che rapporto sta la violenza con le MMA.

“La gente spesso critica e non capisce cosa voglia dire essere un MMA fighter e cosa richieda. Qualcuno pensa siano persone normali. I ragazzi che combattono lo fanno perché sono nati per questo, se non lo facessero, probabilmente, combinerebbero guai in giro". Queste non sono le parole di qualche giornalista che ha sposato la campagna anti MMA ma quelle di un certo Dana White presidente dell'UFC. Molti uomini con tendenze violente hanno ammesso di essere attratti dalle MMA, perché è un modo legittimo, per loro, di liberare la loro "bestia interiore" e "picchiare qualcuno" in modo socialmente accettabile.


"A volte vuoi solo far male a qualcuno ed in quei massimo 15 minuti di gara hai la possibilità di farlo."
 Cos'è la violenza? Aggressione fisica da parte di un essere umano verso un suo simile, con l’intenzione specifica di fare del male. La violenza deriva da molteplici fattori: il peso della storia familiare, i fattori di stress personali e socio-economici, tratti della personalità antisociali, l'abuso di alcool e droga etc. Nelle personalità antisociali la violenza può trasformarsi in stile di vita. La mancanza di empatia verso il prossimo, resa possibile dall’insensibilità verso il dolore delle proprie vittime, consente a questi soggetti di assumere comportamenti anche criminali.

Le MMA se diventano refugium peccatorum di violenti elementi antisociali in grado di sfogare tutta la loro brutale rabbia e violenza su un loro simile non avremo uno sport ma solo uno spettacolo ultra-violento che sarebbe piaciuto ai drughi di Arancia meccanica. Purtroppo nelle MMA tanti sono i fighter con queste caratteristiche, molti meno sono quelli che vivono questa disciplina come uno sport: tutti ricorderete il k.o. di Sakara è la sportività di Stann che fermò i colpi nel momento in cui si accorse che il suo avversario non poteva difendersi.

Quando un lottatore come Demian Maia dice che vuole vincere gli incontri cercando di non ferire i suoi avversari e un Joe Rogan lo ridicolizza penso ci sia qualcosa di malato nell'ambiente e mi viene in mente la frase di un cronista delle MMA: " Il mondo delle MMA è circondato da balordi da tutti i lati, e mi sono sentito come a casa".

Oggi ci sono nelle MMA episodi che fanno a pugni, è il caso di dire, con i principi che caratterizzano un'arte marziale così come chiamarle "miste" cozza contro le decisioni del regolamento UFC, ad esempio, che impedisce a una di queste arti marziali, quella che ha creato le MMA, di esprimersi al 100%.

Ci sono i detrattori delle MMA che ritengono che l'UFC miri a desensibilizzare gli spettatori alla brutalità, aumentando la loro predisposizione all’aggressività, e all'estremo opposto abbiamo i suoi sostenitori  che considerano la violenza come una forma di catarsi e una valvola di sfogo per gli impulsi anti-sociali. Lascio questi quesiti ai sociologi e mi auguro che le MMA diventino uno sport praticato da atleti e dove gli elementi antisociali possano trovare, prima delle luci della ribalta, palestre che abbiano al loro interno un ambiente sano dove placare i loro demoni.

Quello che manca alle Mixed martial Arts è un codice Queensberry: “Non dovete combattere semplicemente per vincere senza esclusione di colpi questo non è il modo, si deve vincere secondo le regole". In inglese senza esclusione di colpi è No Hold Barred. Chi segue le MMA quando ancora non si chiamavano con quest’acronimo, ricorda che tra i diversi nomi che erano dati a questi incontri, c'era anche NHB proprio quel No Hold Barred che nelle regole della Boxe, stilato dal marchese inglese, era considerato un atteggiamento poco sportivo.

Per chi ama o pratica le MMA sarebbe un peccato dover trovare sempre difficoltà a spiegare che si tratta di uno sport regolato e sicuro, nel momento in cui i professionisti sono costretti a lottare ricoperti del loro sangue o di quello del loro avversario o, per avere la vittoria, tempestare la testa di un avversario semi incosciente, sdraiato a terra per aver ricevuto un colpo da K.o. fino a che l'arbitro decide che ne ha ricevuti abbastanza.

Questo non è sport è brutalità! Il vale tudo delle origini permetteva quasi tutti i colpi ma non credo che nessuno voglia rivedere simili spettacoli. Oggi le MMA hanno bisogno di fair play e maggiore sportività.

1 commento:

  1. Concordo in gran parte, ma solo perché dimentichi un fattore importantissimo, quello mediatico. Che forse è lì la pecca maggiore.
    Spesso vengono fatte dichiarazioni da "bad boy", da persone che sono tutto tranne che bad boy...e lo scopo è sempre lo stesso, vendere PPV e il prodotto "atleta X" con annessi e connessi.
    Alcuni si ricamano un personaggio su misura proprio per il lato mediatico, esempio lampante è Chael Sonnen. Altri sono Ross Pearson o anche Akira Corassani.
    Poi ci sono le "teste calde", i violenti a prescindere, i delinquenti...ma stanno ovunque, anche nel bjj.

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