sabato 28 novembre 2015

Jacyntho Samphaio Ferro

Jacyntho Samphaio Ferro
Nel luglio 1920  Mitsuyo Maeda, con una lettera aperta, finalmente accettava di combattere col lottatore italo argentino Victorio Segato che più volte lo aveva sfidato. L'incontro venne fissato sulla distanza di quattro round da due minuti. Il Conde Koma, davanti ad un folto pubblico in visibilio, vinse il suo avversario con un arm bar in una lotta descritta, nei giornali dell'epoca, come spettacolare.


Victorio Segato poi non ebbe miglior fortuna con un allievo di Maeda, il paraense Jacyntho Samphaio Ferro, che lo finalizzò con uno strangolamento.


1920 -  sfida tutta italiana tra il lottatore Segato e il Jiutsuka Ferro
Jacyntho Samphaio Ferro, anche lui di origini italiane, iniziò a praticare Jiu Jitsu nel 1915 presso la sede del Club Paysandu di Belém. Ferro era socio del club e un grande sportivo. Oltre ad essere un ciclista, disciplina nella quale vinse diversi titoli, amavo la boxe, la lotta greco-romana, e il sollevamento pesi.

 Iniziò ad allenarsi con Maeda quando aveva quasi 50 anni e ne divenne il principale allievo  nello stato di Parà.  Come rappresentante del Jiu Jitsu di Maeda fece diversi combattimenti e nel corso degli anni divenne istruttore di Maeda, il quale gli affidava le lezioni nel dojo durante le sue assenze.

Carlos Gracie, riferiscono le cronache, ebbe Jachynto Ferro come maestro, tuttavia il suo nome è rimasto in gran parte sconosciuto al pubblico. 

Se Maeda aveva un pupillo nello stato di Parà questi fu certamente Jachynto Ferro come è dimostrato dai tanti riconoscimenti pubblici. Tra i tanti ricordiamo il titolo riservatogli dalla stampa di "allievo più completo di Maeda in Amazonia". Naturalmente questo ha sollevato la discussione attorno alla questione della discendenza marziale dell'arte di Maeda che, in questo caso, dovrebbe continuare attraverso Ferro ma il suo nome non compare oggi in nessun lineaggio. Jachynto Ferro insegnò Jiu Jitsu fino al 1929 anno della sua morte.

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