domenica 21 giugno 2020

Si raccoglie quel che si semina - What comes around goes around


"Un diffuso luogo comune nella storia del BJJ è che i brasiliani furono i primi a rivoluzionare il gioco al suolo. In effetti ci fu una rivoluzione tecnica in Brasile, ma iniziò molto più tardi nella scena delle competizioni degli anni '90.

Molte delle conclusioni tecniche raggiunte dalla comunità del BJJ erano già state precedentemente raggiunte dai praticanti giapponesi all'inizio del XX secolo. Il che suggerisce un alto grado di familiarità con la lotta a terra. Non raggiungi queste conclusioni se non hai migliaia di ore di pratica, è abbastanza semplice.

Ma perché queste tecniche sono scomparse dal curriculum ufficiale del Judo e a malapena sono sopravvissute nel curriculum di Kosen Judo? Questo è un caso di studio sulle vecchie generazioni che non comprendono la necessità dell' innovazione così come le limitazioni al regolemanto in base alle preferenze delle persone che sono responsabili della creazione delle regole.

È importante che i responsabili dell'evoluzione dello sport/arte tengano presente che le loro preferenze non sono necessariamente ciò che è meglio per lo sport. L'efficienza dovrebbe essere sempre la linea guida da seguire.

Qui sono raffigurati Akitaro Ono (il compagno di allenamento di Maeda) sopra un altro praticante (sconosciuto) in quella che oggi chiamiamo una Guardia 50/50 *".

nota. * Questa non è una Guardia 50/50  è un Ashi Garami.




"What comes around goes around... A popular misconception in the history of BJJ is that Brazilians revolutionized the ground-game early on. In fact there would be a technical revolution in Brazil, but it would start much later in the competition scene of the 90s. Many of the technical conclusions reached by the BJJ community then had already been previously reached by Japanese practitioners early in the 20th century. Which suggests a high degree of familiarity with the ground. You don’t reach these conclusions unless you have thousands of hours of practice, that is simple enough. But why did these techniques disappear from the official Judo curriculum? And barely survived in the curriculum of Kosen Judo? This is a case study in older generations not understanding the need for innovation as well as limiting the rules set to the preferences of people who are ahead of creating the rules. It is important that those that are responsible for spearheading the evolution of the sport/art keep in mind that their preferences are not necessarily what is best for the sport. Efficiency should always be the guiding north. Depicted here are Akitaro Ono (Maeda’s training partner) on top with another practitioner (unknown) in what today we call a 50/50 Guard*".

* That is not a 50/50 Guard  it's an Ashi Garami.

1 commento:

  1. La risposta alla tua domanda sul perché sia 'scomparso' il ne waza dal Judo è semplice: nella impostazione data sin dall'inizio dal M° Kano al suo nascente metodo Ju-do, la lotta a terra era prevista perché i Samurai non combattono a terra.
    Il Judo nasce dal Jiu Jitsu ovvero da una forma di lotta fatta e praticata da samurai armati e vestiti con tanto di armature.
    Non per niente la prima tecnica insegnata nel Judo sono sempre le cadute. La teoria originaria infatti prevede che il perfetto 'samurai deve sempre rialzarsi una volta in piu di quante volte lo facciano cadere'.
    Un samurai a terra è un samurai morto.
    Nell'epoca moderna il Judo paga lo scotto della sua origine marziale e anche della ostinazione del Maestro (e di conseguenza di tutti quelli che seguirono) nel mantenere invariata questa tradizione.
    Lo stesso Kano fu costretto ad ammettere che il ne waza è importante in un contesto piu attuale e sicuramente con finalità solamente sportive.
    Glielo fece meglio capire il M° Takeda e i suoi allievi del Fusen Riu che ebbero la meglio, in un epico scontro, indistintamente su tutti gli allievi di Kano.
    Dopo quell'episodio Kano adottò il metodo a terra del Fusen Riu, lo chiamò Kosen Judo e divenne per eccellenza il metodo di insegnamento del Judo per bambini (meno esplosivo della lotta in piedi e meno pericoloso per i bambini stessi).
    Successivamente preoccupato dai successi di suoi stessi allievi (come Maeda), pericolosamente sempre piu interessati al ne waza che al te waza (a terra-in piedi), il metodo Judo del M° Kano dispose che in un combattimento di randori fosse ammessa una percentuale massima temporale del 30% di combattimento a terra.
    Chi non fu d'accordo con queste disposizioni continuò da solo per la sua strada nel mondo portando lo stile nei vari luoghi (leggasi Brasile). Oggi ancora esistono a Tokio almeno due scuole di lotta a terra che si fregiano del nome di Kosen Judo o Nanantei Judo dove praticano, da molto prima dei brasiliani, l'arte della lotta a terra.
    In Italia il M° Vismara e la sua associazione 'amici del Judo' organizzano gare di Judo Tradizionale molto similari a quello che si definirebbe BJJ.

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