domenica 14 giugno 2020

Il calcio può ripendere le arti marziali no...

Un mese fa si era ventilata l'ipotesi di una possibile ripresa del campionato di calcio e questo meme aveva  iniziato a girare sulle bacheche dei praticanti di arti marziali. Capisco la frustrazione per il fatto che gli sport di contatto come il jiu-jitsu restano fermi  ma dovrebbero essere tutti strafelici di una ripresa del calcio giocato anche a chi del calcio non interessa una cippa.

Non c'è bisogno ogni volta di paragonare il calcio alle arti marziali e agli sport da combattimento in termini vittimistici o  abbandonarsi ad inutili lamentele! I soldi del calcio sono destinati a finanziare anche le altre discipline sportive, se fallisce il calcio fallisce lo sport in Italia.

Detto questo fa male vedere che gli sport da contatto non ripartiranno neanche il 25 giugno con certezza sebbene Conte avesse indicato questa  inizio della ripresa dopo che si era ventilato il 15.

La doccia fredda ci viene dal  ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che in una intervista a Fanpage  ha riportato le parole del ministro  della Salute Speranza secondo il quale non si può venire meno alle due regole che oggi valgono ancora per tutti i cittadini e cioè il distanziamento sociale e la mascherina. "Ovviamente gli sport di contatto, come può essere il calcetto, o il beach volley o qualunque altro sport non consentono di rispettare queste due regole - ha aggiunto - Per cui sarà possibile riprendere questi sport di contatto quando tutti i cittadini potranno 'rinunciare'‎ a queste due regole fondamentali".

"Oggi per andare al supermercato, sul treno, per fare qualunque tipo di attività - ha aggiunto Spadafora - chiediamo il distanziamento sociale e la mascherina. Non possiamo fare in modo che soltanto per fare attività sportiva di base questo possa essere evitato. Quindi non sappiamo ancora quando questo riprenderà".

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