martedì 8 agosto 2017

Sparring si, sparring no


Nell libro "L'uomo contro l'uomo" l'ex guardia carceraria Rory Miller, critica la tendenza a considerare lo sparring come una verifica della realtà e che un combattimento reale non ha nulla a che vedere con lo sparring. Miller sostiene anche che il tempismo allenato nello sparring sia controproducente perché nella realtà il movimento è veloce, ravvicinato e discontinuo.



Craig "Southnarc" Douglas è un ex comandante di reparti SWAT e agente antinarcotici sotto copertura.  Dopo un incidente nel quale rischiò di perdere la vita fu frustrato nello scoprire che, nonostante la sua esperienza di 30 anni nello studio delle arti marziali, solo una piccola percentuale delle cose che aveva imparato erano davvero utili.

"La grande domanda - dice Craig "Southnarc" Douglas - è: la competizione ha qualche merito nell'allenamento di autodifesa e protezione?

Una competizione non potrà mai replicare un combattimento per la vita e la morte. Ci sono variabili nel mondo reale che non possono essere replicati anche nel gioco più duro. Occorre essere realistici e onesti a proposito della violenza da strada. Gli aggressori da strada non sono in competizione con le loro vittime e non sono vincolati da regole concordate.

D'altra parte, la competizione aumenta i livelli di stress e forza le prestazioni ad un livello ottimale, raffina le abilità motorie e gli attributi fisici? Assolutamente!


Quindi, in sostanza, non è tanto se le gare siano una cosa cattiva o buona. Sono quello che sono. Ciò che è essenziale è saper convertire la gara alla strada e come questo viene fatto."

Personalmente trovo che Craig "Southnarc" Douglas e il suo ECQC (Extreme Close Quarter Concepts) siano più in grado di convertire lo sparring con la strada rispetto a quanto propone Rory Miller.  Nel curriculum marziale di Miller c'è il Sosuishitsu-ryu jiujitsu in quello di Douglas il Brazilian Jiu Jitsu.

0 commenti:

Posta un commento