lunedì 26 ottobre 2015

Esiste un solo modo di fare Jiu-Jitsu

Oswaldo Fadda una persona di carattere, una persona retta, un essere umano nella sua più alta accezione

Esistono 100 modi di fare una chiave di braccio, esistono 100 modi di eseguire un triangolo, ma esiste un solo modo di fare Jiu-Jitsu ed è lottare contro le techiche del nostro avversario non contro di lui.


Non ci deve essere soddisfazione per aver finalizzato un compagno o un avversario, così come non deve esistere abbattimento quando si è finalizzati.

Ogni nostra finalizzazione è la dimostrazione della nostra perizia tecnica non che siamo migliori di un altro essere umano.

Ogni nostra sconfitta è la dimostrazione che dobbiamo allenarci di più. 

Se si è sconfitti bisogna complimentarsi col proprio compagno per la sua tecnica, questo è il cammino dell'arte suave.

Nella vita come nel Dojo occorre agire guidati dal raziocinio non dall'emozione. 

Tutti abbiamo un ego, ma spesso l'ego ci impedisce di fare progressi. 

Una mentalità competitiva ci farà lottare molto conservativi, mentre in allenamento occorre mettersi alla prova per testare le proprie debolezze e poterle superare.

Se pensate a cosa gli altri pensano di voi non avete tempo di pensare a voi stessi.

Il miglior regalo che vi possiate fare è superarvi, tanto sul tatami quanto nella vita. 

Quando qualcuno vi indicherà per la strada dovrà dire, con rispetto, che siete un praticante di Jiu Jitsu ma sopratutto che anche grazie al Jiu-Jitsu siete diventati una persona di carattere, una persona retta, un essere umano nella sua più alta accezione.

Chi fa Jiu Jitsu pratica un arte mortale. Il Jiu Jitsu è un arma letale, avete una grossa responsabilità dentro e fuori il tatami.

Una cintura nera non è niente se non ha carattere, buona condotta e onore.

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