venerdì 24 giugno 2016

Marcelo Behring, uno dei più grandi combattenti brasiliani di tutti i tempi



Diciotto anni fa Marcelo Behring, uno dei più grandi combattenti brasiliani di tutti i tempi, moriva in circostanze misteriose.

I suoi problemi iniziarono molto presto quando gli venne diagnosticata la  sindrome di Riley-Day quella malattia che non ti fa sentire il dolore. Per cercare di placare la sua iperattività, altro disturbo di cui soffrì per tutta la sua breve vita, il padre lo portò molto presto a praticare Jiu Jitsu ma la sua foga era così tanta che spesso infortunava gli altri bambini al punto che il maestro disse al padre di tenerselo a casa per un pò. Marcelo però continuò  a frequentare le lezioni fino a diventare  uno dei combattenti più temuti in Brasile.

Per anni Marcelo fu una sorta di "controllo di qualità" del suo maestro Rickson Gracie. Se qualcuno osava sfidare il numero uno della famiglia Gracie, doveva passare prima per le mani di Marcelo. Solo allora lo sfidante sarebbe stato considerato degno di una possibilità contro Rickson.

Nonostante i 26 anni dedicati al di jiu-jitsu, le lotte che hanno reso famoso Marcelo di Behring furono quelle disputate in quella modalità che oggi va sotto il nome di MMA (arti marziali miste). In particolare quella lotta disputata Il 30 aprile 1984 nel Maracanãzinho nel quale Marcelo Behring affrontò un allievo del maestro di Thai Boxe Flavio Molina. In quell'incontro, nato da una rivalità tra scuole, Marcelo colpi l'avversario così duramente che Molina lancio la spugna  in segno di rinuncia, ma l'arbitro prese l'asciugamano da terra, ci si asciugò il suo sudore e lo ha gettò fuori dal ring. Era Hélio Vigio, ex commissario di polizia e discepolo ortodosso dei Gracie.

Con questa reputazione di duro Marcelo iniziò a dare sfogo al suo spirito inquieto fuori del Brasile. Il surf era la sua seconda passione, e dato che poteva, iniziò a girare il mondo alla ricerca delle migliori onde del pianeta. In Australia, cercò di diffondere il jiu-jitsu attraverso sfide contro i seguaci di altre arti marziali.

Quando tornò in Brasile negli ultimi anni '80, Marcelo aprì un'accademia a San Paolo  e poi si sposò con una figlia di Carlos, Kirla, dalla quale ebbe due figli: Kywan e Kyron.

Era uno spirito inquieto che neanche la famiglia riusci a placare. A volte spariva per diversi giorni senza dire niente  a nessuno e tornava a casa con la macchina semi distrutta. Le sue sparizioni incominciarono a preoccupare la famiglia e gli amici quando scoprirono  che Marcelo si drogava. "Mio figlio - disse il padre in un intervista -  si fidava ciecamente degli amici, ma non si rendeva conto che alcuni di loro non volevano il suo bene".

Nel 1994, Marcelo entrò in una clinica di disintossicazione, ma senza successo. Ad ogni crisi, si allontanavano sempre più dai tatami. Il jiu-jitsu -
dice Gurgel - dà un senso di invincibilità e questo faceva credere a Marcelo di avere la situazione sotto controllo.

Uno dei più grandi combattenti di MMA negli anni '50 e '60, lo psicologo Joao Alberto Barreto crede che Marcelo soffrisse di iperattività in un epoca in cui si sapeva poco di questa disturbo.  "Marcelo era un ragazzo di grande cuore ma come ogni iperattivo necessitava di controlli costanti e di medicinali". Nell'ultima intervista Marcelo disse che gli sarebbe piaciuto diventare un atleta di MMA professionista ma anche un pilota automobilistico è un cantante.

Purtroppo non potè realizzare nessuno dei suoi sogni: all'inizio del 1995, Marcelo scomparve, non per due o tre giorni, come era solito fare, ma per diversi mesi finché il suo corpo non fu trovato nel bagagliaio di una macchina parcheggiata all'ingresso di una delle favelas più pericolose di Copacabana con un proiettile nel cranio. Si pensa fosse caduto vittima dei narco trafficanti. 

Moriva così uno dei più forti e irrequieti portabandiera dell'arte suave. Con lui il destino non è stato favorevole, per colpa di una malattia non diagnosticata e non curata Marcelo  non è riuscito, con le sue sole forze, a combattere i suoi demoni.

fonte. revistatrip

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