venerdì 17 giugno 2016

Report dell’ Italian BJJ Open 2016 UIJJ # parte prima


Maxbjj vi propone un  report molto dettagliato dell' Italian BJJ Open 2016 UIJJ realizzato da Enrico Di Luise, serio professionista e appassionato praticante ed istruttore di Brazilian Jiu Jitsu.
 
Si chiude la stagione agonistica ufficiale del BJJ nazionale con lo splendido Italian Open di Firenze, tenutosi l’11 ed il 12 giugno scorsi al Palazzetto dello Sport di Scandicci di Firenze. La manifestazione comprendeva la 5a edizione del campionato GI (domenica) e la 2a edizione per la specialità NOGI (sabato).

I Numeri

Un totale di 1172 partecipanti quest'anno suddivisi in 805 atleti (gara GI), 293 atleti (gara NOGI) e, per la prima volta, 74 atleti junior (gara GI) hanno stabilito un nuovo record di presenze per il BJJ dello stivale e impongono tale competizione tra quelle col più alto numero di partecipanti nel continente europeo (dopo le tappe dei Campionati Europei di Lisbona e Roma).

La maggior parte degli atleti era di nazionalità italiana, provenienti da quasi tutte le regioni, con qualche presenza straniera dalla Svizzera, dal Portogallo, dal Montenegro, dalla Grecia e dalla Repubblica Ceca; L’anno scorso vi era stata una maggiore presenza di stranieri dal nord europa ed anche dal continente americano, sebbene gli atleti italiani rappresentassero comunque l’88% dei partecipanti (gara GI). Quindi, innanzitutto, si registrano circa 300 atleti in più rispetto all’anno precedente, a testimonianza della crescita della nostra disciplina in Italia.

 L'anno scorso le categorie erano juvenile / adulto / master / senior nel GI e adulto / master / senior nel NO GI, mentre quest'anno juvenile / adulto / master 1 / master 2 per entrambi. 

Di seguito le elaborazioni grafiche inserite in questo report per meglio visualizzare l’andamento rispetto all’anno 2015 (quest’ultimi dati gentilmente forniti dal M° Dario Bacci – UIJJ).

 








(NB: per semplicità di trattazione, i dati della Senior del 2015 sono stati raffrontati alla Master2 del 2016)

Come è possibile evincere, si è registrato un netto aumento dal 2015 al 2016 in tutti i raggruppamenti effettuati (età, cinture, sesso) ad eccezione del raggruppamento Master NOGI che è passato da 105 partecipanti a 62 ed il raggruppamento cinture bianche NOGI, praticamente rimasto invariato (da 122 a 120). Sia nel 2015 che nel 2016 le categorie di peso più ‘affollate’ sono state medi e leggeri, mentre le meno rappresentate o addirittura ‘deserte’ ovviamente sono risultate, la rooster/light feather da una parte e la super heavy/ultra heavy dall’altra, ma qui direi che non vi è stato nulla di nuovo sotto il sole.

Location

Un Palascandicci gremito sugli spalti, specie con il passare delle ore, allorquando aumentava l’afflusso di atleti e degli spettatori nella seconda parte della giornata, ha fatto da cornice all’evento. Il servizio bar e l’immancabile stand “Acai’’ hanno adeguatamente supportato l’esigenze degli intervenuti, in un weekend caratterizzato dal clima incerto, a tratti coperto e piovoso, ma quasi sempre caldo-umido. Nel momento di maggior affluenza si è potuto anche usufruire dei punti ristoro e zone d’ombra, fuori dal palazzetto.
 
Atleti e spettatori hanno avuto anche la possibilità di fare acquisti molto convenienti grazie agli espositori presenti, tra cui la ditta Venum, Sponsor Ufficiale dell’evento. L’area espositiva si è ben prestata, almeno fin quando, domenica pomeriggio, non sono entrate in campo le cinture blu e bianche: a quel punto tale area del palazzetto è risultata troppo ristretta in quanto erano ivi presenti anche i due punti ristoro, l’area riscaldamento (di cui parleremo dopo) ed il podio, creando un po’ di eccessivo affollamento. 
 
Bagni e spogliatoi in buone condizioni (almeno fino a metà della giornata); docce funzionanti e con acqua calda presenti negli ‘spogliatoi 1 e 2’ (adiacente al punto Acai), mentre molti altri spogliatoi, potenzialmente utilizzabili, risultavano chiusi. A tal proposito si son sentite alcune critiche, ma lo scrivente può testimoniare che ne lui ne il suo team, durante la due giorni abbiano avuti particolari problemi in tal senso. 
 
In sintesi, potremmo affermare che quest’anno la struttura ha retto all’impatto, ma se il trend positivo dovesse confermarsi si dovrà optare per una struttura più comoda, spaziosa e ventilata (eventualità, peraltro, già presa in considerazione dagli stessi organizzatori) e/o di valutare lo spostamento di alcune categorie GI al sabato.

Organizzazione

In linea generale è stata eccellente e precisa. Lo staff capitanato dal M° Dario Bacci ha sorretto l’ondata in maniera ineccepibile considerando il boom di iscritti e soprattutto le difficoltà amministrativo-burocratiche che un simile evento possa comportare in Italia (neanche osiamo immaginare il gran lavoro svolto ‘a monte’).
 
Il personale addetto all’area tatami e controllo peso/GI si è dimostrato sempre gentile, rispettoso e disponibile nonostante i ritmi serrati. In alcune categorie gli atleti sono stai portati tutti a bordo tatami, in altri casi è stato chiesto loro di aspettare all’ingresso dell’area per essere chiamati poco prima dell’incontro, ma ciò non ha creato alcuna difficoltà.

Il gruppo Arbitri, guidato dal M° Freddy Linhares, è stato secondo lo scrivente assolutamente all’altezza, quasi perfetto. L’errore umano è sempre possibile, ovvero, sarebbe irreale affermare che gli arbitri non abbiano avuto delle sviste, ma si è notata la piena ‘apertura’ al confronto e, laddove possibile, l’arbitro ha stoppato l’incontro e chiesto l’intervento dello stesso Freddy, sovente per dirimere questioni legate all’interpretazione del nuovo regolamento (il quale recentemente ha subito alcune revisioni che non tutti hanno ben recepito). Ciò denota la professionalità e soprattutto la buona fede del team arbitrale. Tengo a sottolineare che alcuni arbitri si son davvero spesi per la manifestazione: ho visto con i miei occhi che alcuni hanno interrotto l’estenuante attività giornaliera, unicamente per andare in bagno e/o mangiare un panino. 
 
Il Cronogramma è stato un fiore all’occhiello della manifestazione, in perfetto orario il sabato, addirittura in leggero anticipo, sulla tabella di marcia, la domenica per buona parte della giornata e delle categorie. Le premiazioni sono state effettuate in perfetta tempistica dopo la finali. Le categorie Assoluti sono state eseguite in un tempo ragionevole dopo la fine e le premiazioni delle rispettive categorie di peso (ovvero evitando di aspettare troppo tempo dopo l’ultimo incontro per ricombattere). Qualche perplessità era stata sollevata durante la settimana antecedente per lo spostamento di talune categorie, al pomeriggio di domenica, dal momento che alcuni team rischiavano di perdere l’aereo/il treno. A tal proposito, l’organizzazione è riuscita a mediare le varie esigenze e, anzi, colgo l’occasione per encomiare la Dott.ssa Teresa Pomponi, coordinatrice dell’area di gara, che ha gestito le esigenze di tutti – anche nei momenti più concitati - con estrema pacatezza e professionalità e soprattutto con una gentilezza e disponibilità da far invidia a qualunque torneo all’estero. 
 
Unica grande pecca la mancanza di un area di riscaldamento munita di tatami. Ciò ha dato vita a critiche unanimi e comprensibili da parte di tutti gli intervenuti. Come riportato dall’Organizzatore, durante gli ultimi giorni, è stato necessario sacrificare dello spazio per dare vita a 8 tatami di gara che funzionassero simultaneamente. A parere di chi scrive, se non fosse stata presa tale decisione, le gare sarebbero terminate molte ore più tardi rispetto al previsto (con conseguenti disagi). Certamente comunque è un fattore da rivedere per la prossima edizione.

Il podio era come sempre quello delle grandi occasioni: sarebbe stato meglio però aumentare le dimensioni del logo nella parte superiore del pannello di background per renderlo più visibile (come negli anni scorsi).

Last but not least, il Soccorso Medico è una delle prime cose che guardo in una gara, non tanto per me, quanto per i miei compagni. A Firenze, sebbene ci siano stati pochi infortuni degni di nota, devo dire che gli operatori del team di soccorso, disposti in un area adeguata, erano sempre pronti e molto ben attrezzati.

Una cosa che mi ha stupito positivamente è stato vedere molto spesso i Responsabili Organizzativi girare e sincerarsi personalmente con atleti e istruttori che stessero bene e che fossero soddisfatti dell’andamento: sintomo di contenuti umani e sportivi davvero degni di un ambiente agonistico e marziale ... segue


Enrico Di Luise
Ground Pressure Team Messina

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